28 Novembre 2022
06:00

Pagamento pensioni di dicembre 2022, le date di Poste Italiane e le novità sugli aumenti

Le prossime pensioni potranno essere ritirate in contanti alle Poste dal 1º dicembre al 6 dicembre oppure essere erogate tramite accredito bancario il 1º dicembre. Queste mese sarà interessato da due aumenti nel cedolino. Vediamo quali e come potrebbero cambiare i trattamenti nel 2023.
A cura di Daniela Brucalossi

I titolari di pensione potranno ritirare la prossima mensilità in contanti direttamente alle Poste dal 1º dicembre al 6 dicembre, se abitualmente utilizzano questa modalità. Come ogni mese dall'inizio della pandemia, sarà possibile seguire la turnazione alfabetica consigliata per il ritiro, affissa fuori dagli uffici postali. La data di erogazione tramite accredito bancario, invece, è fissata al 1º dicembre.

Anche per il mese di dicembre, come già a ottobre e novembre, i trattamenti pensionistici con importo mensile lordo fino a 2.962 euro vedranno una rivalutazione del 2%. Si tratta di un anticipo della perequazione del 2023, ovvero l'adeguamento delle pensioni – è stato fissato al 7,3% – che scatterà il prossimo gennaio in base al dato inflazionistico. Ma questo non sarà l'unico aumento del mese di dicembre: sarà infatti accreditata a tutti anche la tredicesima.  Il bonus 150 euro contro il caro energia, previsto dal governo Draghi nel decreto Aiuti ter, dovrebbe essere già stato accreditato automaticamente sui cedolini di novembre ai pensionati con reddito fino a 20mila euro.

Dal 2023, come annunciato dal governo Meloni, il regime pensionistico Quota 102 dovrebbe essere sostituito da Quota 103: si andrebbe quindi in pensione a 62 anni di età e con 41 anni di contributi. Se questa politica dovesse entrare in vigore – la manovra economica 2023 in cui è inserita è stata approvata in Consiglio dei ministri ma deve ancora passare l'esame del Parlamento – si tratterebbe di una ‘quota ponte' della durata di un anno, in attesa di compiere una riforma delle pensioni più strutturata nel 2024.

Pagamento pensioni di dicembre 2022, date e calendario di Poste Italiane

Le modalità possibili di erogazione delle pensioni sono due e, in base a quella scelta, varia il calendario:

  • dal 1º dicembre al 6 dicembre in contanti agli sportelli postali (all'esterno di molti uffici dovrebbe essere affissa una turnazione alfabetica consigliata per il ritiro);
  • il 1º dicembre tramite accredito su Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta, Postepay Evolution, carta Postamat o Carta Libretto.

Come controllare il cedolino delle pensioni di dicembre sul sito dell'Inps

Per controllare l'importo del cedolino della pensione bisogna entrare nella propria sezione personale sul sito Inps. Vediamo come:

  • effettuare l'accesso alla propria sezione personale sul portale Inps tramite Pin, Spid, Carta d'Identità Elettronica (Cie) o Carta Nazionale dei Servizi (Cns);
  • cliccare sulla sezione dedicata del portale;
  • cliccare sull'icona che fa al caso proprio (sono disponibili, ad esempio, i servizi "ultimo cedolino", "confronta cedolino", "modifica dati personali", "recupero Certificazione Unica").

Aumento degli importi delle pensioni a dicembre 2022 e tredicesima

A dicembre gli importi delle pensioni subiranno un notevole aumento. In primo luogo, perché a tutti sarà accreditata la tredicesima, ovvero un'intera mensilità aggiuntiva.
In secondo luogo, ma solo per i trattamenti mensili lordi fino a 2.962 euro, ci sarà una rivalutazione del 2%: un anticipo – stabilito dal decreto Aiuti bis del governo Draghi – della perequazione di gennaio 2023. L'aumento corrispondente andrà dai 10 ai 50 euro.
L'adeguamento previsto a gennaio sarà del 7,3%, una percentuale molto alta dovuta alla forte inflazione attuale. Quando scatterà la perequazione, a chi ha beneficiato dell'anticipo, per le prime tre mensilità spetterà solo la differenza tra la percentuale di adeguamento spettante (esistono diversi scaglioni in funzione degli importi mensili) e il 2%.

Di quanto aumentano gli assegni pensionistici dal 2023

Per sapere quanto aumenterà il proprio assegno nel 2023 per effetto della perequazione, bisogna consultare la tabella con gli scaglioni e le relative percentuali spettanti. La manovra economica 2023 approvata dal Consiglio dei ministri ha cambiato lo schema di indicizzazione che era stato previsto nel 2022, soprattutto per quanto riguarda gli importi più elevati. Gli incrementi saranno più contenuti del previsto:

  •  per le pensioni minime (524 euro) è stato prevista una rivalutazione al 120% del 7,3%;
  • per i trattamenti fino a quattro volte il minimo Inps ( 2.096 euro ) è stata prevista una rivalutazione al 100% del 7,3%;
  • fino a cinque volte il minimo ( da 2.096 a 2.620 ) all'80% del 7,3% (5,8%);
  • fino a sei volte il minimo ( da 2.62 a 3.144 ) al 55% del 7,3% (4.01 %);
  • fino a otto volte il minimo ( da 3.144 a 4.192 ) al 50% del 7,3% (3,6%);
  • fino a dieci volte il minimo ( da 4.192 a 5.240 ) al 40% del 7,3%  (2,9 %);
  • sopra dieci volte il minimo ( da 5.240 ) al 35% del 7,3% (2,55 %).

Cosa fare se il bonus 150 euro non è arrivato

Il bonus 150 euro contro il caro energia – previsto dal governo Draghi nel decreto Aiuti ter – doveva essere accreditato automaticamente a tutti i pensionati con reddito fino ai 20mila euro. Tuttavia, è possibile, come era già successo a luglio con il bonus 200 euro, che a qualche titolare di trattamento non sia stato erogato correttamente. Se chi ne ha diritto, controllando il cedolino della pensione, ha riscontrato un mancato accredito sia nella mensilità di novembre che in quella di dicembre, può presentare all'Inps una domanda di ricostituzione della pensione, che consente la rideterminazione dell'importo. Ci sono diverse modalità per presentarla:

  • attraverso il sito dedicato dell'Istituto;
  • chiamando il contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164164 da rete mobile;
  • tramite enti di patronato e intermediari dell’Istituto.

Quota 103, come funziona il regime pensionistico che potrebbe entrare in vigore dal 2023

La manovra economica 2023 approvata nei giorni scorsi in Consiglio dei ministri contiene una novità in tema previdenziale: nel 2023 entrerà in vigore il regime pensionistico Quota 103, che consentirà di andare in pensione a 62 anni di età e con 41 anni di contributi. Tuttavia, la bozza della Legge di Bilancio andrà nei prossimi giorni all'esame delle Camere, che potrebbero apportare delle modifiche.
In ogni caso, il regime di Quota 103 dovrebbe essere solo una ‘quota ponte' della durata di un anno: nel 2024, infatti, è nel programma del governo Meloni definire una riforma pensionistica più strutturata.
L'entrata in vigore di Quota 103 permette di non ritornare completamente al regime dettato dalla Legge Fornero, che prevede un trattamento di vecchiaia a 67 anni e, per quanto riguarda il trattamento di anzianità, 42 anni e dieci mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne.
Nella bozza della Legge di Bilancio 2023 è contenuto anche il rinnovo dell'opzione Ape Sociale, ovvero la possibilità, per alcune categorie di lavoratori, di andare in pensione a 63 anni di età e 30 anni di contributi.
Sarà rinnovata per il prossimo anno anche Opzione Donna, che permette a tutte le lavoratrici di andare in pensione anticipata con 35 anni di contributi, maturati entro il 31 dicembre 2022, uniti all'età anagrafica che potrebbe variare in base della situazione familiare: 58 anni con due figli, 59 anni con un figli e 60 anni negli altri casi. Ma il nodo dei figli non è ancora stato confermato.

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