selezione personale aler

Solitamente quando si va in giro per colloqui di lavoro e selezioni, non stupiscono domande riguardanti la propria formazione e le esperienze professionali pregresse.  Sono le cosiddette "domande di routine" che aiutano il selezionatore a comprendere il profilo del candidato e come questo possa, in qualche modo, inserirsi nel team aziendale. Per le selezioni relative ad un posto di dirigente all'Aler, Azienda Lombarda Edilizia Residenziale,  invece, le domande di un test a risposta multipla si sono spinte parecchio oltre, rasentando l'incredibile.

Ai trenta candidati che gareggiavano per il posto in questione sono state sottoposte domande riguardanti informazioni personali specifiche, che afferivano alla sfera della sessualità, al consumo di stupefacenti, al suicidio nonché all'aborto. A denunciare l'accaduto è stato il consigliere del Cda dell'Aler di Brescia, Mirko Lombardi, sottolineando che la selezione era stata affidata ad una società esterna all'Aler, ovverosia la Cispel Lombardia, che solitamente fornisce servizi ed assistenza alle aziende pubbliche.

Secondo Lombardi, deciso ad andare fino in fondo alla questione tanto che potrebbe chiedere l'intervento della Procura, l'Aler in questa faccenda è parte lesa, in primis perché i risultati della selezione sono stati viziati dagli esiti delle domande somministrate ai candidati; queste le sue parole sull'accaduto: "la società alla quale era stata affidata la selezione del dirigente tecnico dell'Aler di Brescia, la Cispel, ha utilizzato, attraverso il suo psicologo, dei test che sono vietati dalla legge, perché attengono la verifica clinica dello stato psicologico della persona e fanno domane sulla preferenza sessuale, sul fatto d'aver avuto aborti, sull'aver tentato il suicidio, sulle pratiche erotico-sessuali".

Al quadro, già gravissimo di per sé, si aggiunge anche la violazione di una normativa europea recepita dalla legge italiana. Secondo tale direttiva le domande su temi quale la sessualità e il quadro psicologico personale di un individuo sono  "vietate come forma d'indagine e di discriminazione nella selezione del personale." Lombardi ha poi richiesto le dimissioni del direttore della Cispel, che al momento della selezione faceva parte della commissione esaminatrice e infine ha detto che si rivolgerà, in seguito, al Commissario Europeo alla libertà.