"Non saremo mai complici dei trafficanti. Gli italiani mi pagano lo stipendio per difendere i nostri confini". Lo ha detto il ministro degli Interni Matteo Salvini durante il suo intervento in Aula a Palazzo Madama, in occasione del voto su nave Diciotti, previsto per oggi. L'esito della votazione è scontato, dal momento che il M5S, dopo aver consultato i suoi iscritti sulla piattaforma Rousseau, ha già detto che si esprimerà contro l'autorizzazione a procedere nei confronti del vicepremier leghista, accusato di sequestro di persona aggravato. All'inizio del suo discorso, scritto su un foglio, Matteo Salvini sottolinea che mai avrebbe pensato di dover intervenire per sequestro di persona. "Il governo ha sviluppato misure e azioni per la lotta al contrasto dell'immigrazione clandestina e ringrazio i colleghi 5 Stelle perché le cose si fanno in due, evidentemente", ha sottolineato, evidenziando come la politica sull'immigrazione sia condivisa da tutto il governo.

"I numeri dicono che così facendo, abbiamo salvato migliaia di vite. Nel 2015 immigrati sbarcati 153 mila, vittime recuperate in mare 296 – ha elencato – Nel 2016 migranti sbarcati 181 mila, vittime recuperate 390, nel 2017 119 mila sbarcati, 210 le vittime recuperate, nel 2018 sbarcati 23 mila e 370, vittime recuperate 23. Nel 2019, a ieri, 348 sbarcati e vittime una. Meno partenze, meno sbarchi meno morti", ha detto poi, snocciolando i numeri sull'immigrazione. "Non sarò mai il ministro che lascia morire una sola persona nel Mare Mediterraneo senza muovere un dito", ha detto in sua difesa. Quindi ha ripercorso le tappe della vicenda che riguarda il caso Diciotti: "Si legge nella ricostruzione del tribunale che il dirottamento, si parla addirittura di dirottamento imposto dai maltesi, ha comportato un allungamento della traversata invece di 50 miglia e non 100. E ogni riferimento alla vicenda della nave Mare Jonio mettendo a rischio le persone, è esattamente la fattispecie simile". 

E ancora: "Per andare a processo dovrei mentire a questo Senato agli italiani, dovrei dire che non ho fatto l'interesse pubblico". Salvini ricorda che l'intento del governo era stato quello di coinvolgere la comunità internazionale, per la gestione delle 177 persone.

"Scusate, non mi emoziono quando parlo ma quando c'è di mezzo un reato e di solito vado a braccio ma… in questo caso me lo sono scritto perché se mi si accusa che, col mio lavoro ho fatto privatamente qualcosa che ho fatto e farò per difendere la sicurezza del Paese e dei miei figli, allora perdonate, un po' di emoziono. Io continuerò a fare il mio lavoro, comunque votiate, e lo continuerò a fare per l'Italia e per i miei figli. Mi ritengo un ragazzo fortunato, ringrazio il buon Dio e gli italiani". A queste parole l'Aula ha risposto con un lungo applauso.