C’era grande attesa per l’intervento di Giuseppe Conte in Senato questa mattina. Il Presidente del Consiglio era chiamato a riferire sul caso Diciotti, ovvero sulla gestione delle operazioni di salvataggio coordinate dalla Guardia Costiera italiana che, tra il 14 e 15 agosto aveva messo in salvo 190 persone, trasferendole sulla nave della Marina Militare U. Diciotti. Come noto, il rifiuto del ministro dell’Interno Matteo Salvini di autorizzare lo sbarco in territorio italiano di oltre 150 migranti, aveva determinato una situazione di stallo che era durata per oltre 10 giorni e avrebbe poi portato all’apertura di una indagine e all’incriminazione dello stesso ministro dell’Interno per sequestro di persona.

Nel suo intervento, durato pochi minuti, Conte ha ricostruito la dinamica del salvataggio del barcone con a bordo 190 persone. Il Presidente del Consiglio ha confermato che l’intervento delle autorità italiane era stato fatto per un “concreto pericolo di vita per i migranti”, che si erano ritrovati su un barcone malconcio e ormai fermo, in condizioni di mare forza 4. Il soccorso era stato portato a termine a 18 miglia da Lampedusa e 70 miglia da Malta, dopo la considerazione della volontà del governo de La Valletta di non intervenire, nonostante il barcone avesse attraversato l’intera area SAR maltese e fosse in procinto di entrare in quella italiana (come vi abbiamo spiegato, le autorità dello stato maltese si erano solo offerte di prestare assistenza ai migranti, permettendo loro di continuare a navigare verso l’Italia). Da qui il durissimo attacco a Malta, il cui comportamento il governo considera inaccettabile, soprattutto nell'ottica della cooperazione per il salvataggio di vite umane in mare.

Conte ha poi spiegato che la scelta di mandare la Diciotti a Catania era stata determinata dalla volontà di attendere che Malta si facesse carico dell'accoglienza ai migranti: si era dunque trattato di un semplice scalo tecnico, in attesa di nuove disposizioni. Per il Presidente del Consiglio l'intera questione si era poi chiusa "senza criticità", con lo sbarco dei migranti autorizzato il giorno dopo la conclusione di un infruttuoso vertice europeo, che aveva confermato l'indisponibilità degli altri partner europei a farsi carico dell'accoglienza per le persone a bordo della Diciotti. Questo passaggio, nella lettura di Conte, è esplicativo dei guasti della UE, incapace di sostenere lo sforzo del nostro Paese nella gestione dei flussi migratori.

Con una certa sorpresa, però, bisogna constatare che nel corso del suo intervento in Senato Conte non ha minimamente toccato la questione "peculiare" del caso Diciotti, ovvero il trattenimento a bordo di una nave della Marina Militare di circa 150 migranti per oltre dieci giorni. Una questione che ha determinato l'apertura di una indagine per sequestro di persona, che coinvolge direttamente il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il Presidente del Consiglio, invece, ha preferito tacere su questo aspetto, omettendo anche di chiarire quale sia stato il suo ruolo nell'intera vicenda, soprattutto in relazione alla volontà del Viminale di impedire lo sbarco dei migranti in Italia. Migranti che, come confermato dallo stesso Conte in Aula, hanno tutti fatto domanda di asilo nel nostro Paese.