Una piattaforma per proporre leggi da abolire. È l'idea lanciata da Luigi Di Maio nell'ambito di una conferenza stampa tenutasi nella mattinata del 10 gennaio a Milano. Il candidato presidente del Consiglio del Movimento 5 Stelle ha presentato una piattaforma online che potrà essere utilizzata da chiunque per proporre leggi considerate superflue o addirittura deleterie. Nel corso della conferenza stampa di presentazione, Di Maio ha spiegato "dopo 5 anni dal mio ingresso in Parlamento ho capito che abbiamo bisogno non di aggiungere ma di togliere le leggi per aiutare le famiglie", sottolineando di essere intenzionato ad "abolire 400 leggi già nei primi giorni di governo".

Al momento dalla piattaforma è possibile solamente compilare un form con la proposta, ma non è possibile visualizzare l'elenco delle leggi che gli utenti suggeriscono per l'abolizione. "È evidente che in Italia abbiamo troppe leggi inutili che complicano la vita ai cittadini e impediscono lo sviluppo delle imprese. Noi non vogliamo limitarci ad abrogare qualche legge qua e là, vogliamo arrivare al governo del Paese con una lista di migliaia di leggi da abolire e poi riordinare le restanti in codici specifici per materia tutte le leggi che esistono. Questo contribuirà a rendere migliore la vita di tutti gli italiani, senza distinzioni", si legge nella descrizione del nuovo portale del Movimento 5 Stelle.

"Leggi da abolire è un progetto che nasce da un’idea di Luigi Di Maio che negli ultimi anni ha incontrato migliaia di imprenditori e cittadini dai quali si è sentito rivolgere un invito corale: smettetela di affogarci con continue leggi che ci obbligano ad assolvere adempimenti inutili che ci portano via un sacco di tempo e risorse. Da questo nasce il progetto descritto in questo sito: abrogare più leggi possibile e riorganizzare le rimanenti in codici organici per materia".

Il Movimento 5 Stelle ha già annunciato quali saranno i primi provvedimenti che intenderà abolire una volta al governo: "Le prime leggi da abolire che abbiamo individuato sono quelle che più opprimono gli imprenditori e i cittadini che producono: gli studi di settore, lo split payment, il redditometro e lo spesometro. Tutti devono pagare il giusto. Il fisco deve essere equo".

Come funziona.

In sostanza, ogni utente sarà libero di presentare le proprie proposte attraverso il form presente sul sito www.leggidaabolire.it. Al momento sulla piattaforma vengono indicate 131 proposte di abolizione già pervenute, ma non è dato sapere a quali leggi si riferiscano. Una volta terminata la fase di raccolta delle "idee" degli utenti, lo staff procederà con una selezione, valutando quali leggi possono effettivamente essere abolite e procedendo a eliminare le varie proposte ridondanti.

In parallelo, però, oltre al processo di brainstorming cui prenderanno parte gli utenti, lo staff del Movimento 5 Stelle lavorerà con Luigi Di Maio per stilare un'ulteriore lista composta da molteplici provvedimenti da abolire nei primi mesi di un ipotetico mandato governativo. Lo scopo dell'iniziativa pentastellata è semplice: il sostanza il Movimento 5 Stelle mira a comunicare un messaggio, ovvero che in Italia esistono migliaia di leggi inutili, talvolta anche in contraddizione tra loro, che rendono troppo pesante e farraginosa la burocrazia e complicano la vita di famiglie e imprese.

"Ogni settore del nostro ordinamento, dopo che avremo eliminato le leggi inutili, dovrà avere un codice. Il nostro obiettivo è quello di ‘disboscare la giungla normativa' riorganizzando organicamente tutte le leggi per materia ed eliminando tutta la burocrazia inutile che crea questa immensa quantità di norme. Vogliamo passare dalle 187.000 leggi approvate a 40 codici per materia, abolendo così tutte le norme codificate. In questo modo un cittadino che dovrà risolvere un problema non dovrà consultare 50 commi di 50 leggi diverse per avere un quadro chiaro, ma sarà sufficiente andare a vedere il codice di riferimento. Una volta individuate e abolite le leggi inutili, per mantenere l’ordine raggiunto, ogni nuova norma contenuta nelle leggi approvate dovrà obbligatoriamente modificare un codice vigente. Non escludiamo di procedere con una piccola modifica costituzionale per fare di questo meccanismo un principio del nostro Stato".