"Se la Lega vuole qualcosa lo chieda, non ci giri intorno lasciando intendere una volta una cosa, una volta l’altra". Il leader pentastellato Luigi Di Maio ha replicato così alle ‘frecciatine' lanciate dall'alleato di governo Matteo Salvini, rispondendo ad una domanda dell'Huffpost. Questo pomeriggio, al termine del Consiglio federale della Lega in via Bellerio a Milano, il vicepremier leghista, interpellato su un eventuale cambio alla guida di alcuni dicasteri in mano al Movimento cinque stelle, ha risposto così: "Non mi permetterei mai. È una scelta che lascio a Luigi Di Maio e alla compagine di governo", aggiungendo che "sicuramente su alcuni ministeri i territori lamentato lungaggini". A chi gli ha chiesto poi se nelle sue parole ci fosse un riferimento preciso al titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, Salvini ha replicato: "Se un ministro non avesse tolto le deleghe, avremmo oggi due sottosegretari in più", ricordando le recenti dimissioni di Edoardo Rixi e Armando Siri, in seguito alle inchieste giudiziarie che li hanno colpiti.

Le allusioni di Salvini hanno centrato l'obiettivo. E Di Maio, spazientito, gli ha lanciato un messaggio, spiegando che il M5S non sta in realtà valutando alcun rimpasto nelle prossime settimane: "Preferisco parlare dei problemi degli italiani, non di poltrone, la gente non ne può più – ha aggiunto – Se vogliono qualcosa lo chiedano, altrimenti chiudiamo questa storia e tutti felici e contenti". Del resto dall'ultimo vertice di governo con il presidente del Consiglio Conte non sono emersi cambiamenti in vista né nomi di possibili sostituti nei vari ministeri. Dopo il flop del M5S alle elezioni europee indiscrezioni di stampa ipotizzavano possibili modifiche proprio nella casella dei Trasporti e alla Sanità, al momento guidata dalla pentastellata Giulia Grillo.