Luigi Di Maio sembra proprio non essere intenzionato ad avere alcun dialogo con il centrodestra e in particolare con Silvio Berlusconi e durante un'intervista concessa a Porta a Porta torna a ribadire il suo diniego a Matteo Salvini, che invece vorrebbe creare le condizioni per un accordo di governo tra la coalizione vincente alle elezioni dello scorso 4 marzo e il primo partito d'Italia. Il capo politico del Movimento 5 Stelle, però, interrogato sul punto da Bruno Vespa, ha negato nuovamente ogni possibilità di confronto e ha spiegato: "Io non chiedo un parricidio o un tradimento, ma dico, e lo dico a Berlusconi, dopo 24 anni è momento di far partire un governo delle nuove generazioni, un governo del cambiamento. Io comprendo che la Lega sia all'interno di una coalizione, ma possiamo dirci che questa coalizione è nata solo per il Rosatellum. È una Lega molto diversa, in Parlamento ha votato il 70% delle volte in maniera diversa da Forza Italia".

"Con Salvini c'è un'interlocuzione istituzionale molto serena. Oggi ci siamo sentiti per sbloccare la commissione speciale e individuare il presidente. Forse nel centrodestra non vogliono così bene a Salvini se lo propongono per un pre-incarico a cercare voti che non ci sono, il M5S non voterà mai la fiducia a un governo con Salvini premier che ha anche la fiducia di Berlusconi e Meloni".

Per quanto riguarda l'accordo programmatico di governo a cui Luigi Di Maio aspira, accordo che dovrebbe essere siglato davanti agli italiani e dovrebbe comprendere azioni di governo che il futuro esecutivo dovrà portare avanti per migliorare la qualità di vita dei cittadini italiani, il capo politico del Movimento 5 Stelle ha annunciato: "Avvierò un comitato scientifico sull'analisi dei programmi elettorali, lo nominerò domani mattina e sarà presieduto dal professore Giacinto Della Cananea". Proseguendo, a chi chiedeva quale interlocutore politico preferirebbe per questo accordo di governo, Di Maio ha dichiarato: "Io voglio scegliere quel contratto di governo che permette più vantaggi per gli italiani", lasciando dunque intendere che la porta del dialogo sarebbe ancora aperta sia per la Lega di Salvini senza Berlusconi sia per il Partito Democratico.

"Ho proposto un contratto di governo al Pd ma non per ricostruire il vecchio apparato di potere. So che c'è un processo di evoluzione interno. Vogliono avviare un rinnovamento ed è a quello che il Movimento guarda. La nostra idea non è che si governa con il primo che ci sta e siamo consapevoli delle differenze tra Lega e Pd. La nostra idea è che si governa con la forza politica con la quale, in seguito al confronto, ci sarà la maggiore convergenza sui temi da mettere al centro, sulle priorità a cui dare la risposta che i cittadini aspettano da 30 anni. Non ne facciamo né una questione ideale né ideologica, ma puramente pragmatica: quante più cose riusciamo a fare per gli italiani meglio è. In questi giorni, in queste ore, stiamo seguendo con rispetto le evoluzioni in atto nei due schieramenti. Sono fiducioso che presto le cose si muoveranno perché gli italiani ci guardano e nessuno può permettersi di deludere le loro aspettative".