Alessandro Di Battista contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In un post pubblicato questa mattina su Facebook, l'ex deputato pentastellato striglia il capo dello Stato e critica sostanzialmente l'allungarsi dello stallo istituzionale. Dopo le consultazioni avvenute lunedì al Quirinale, il presidente Mattarella non ha convocato il presidente del consiglio indicato da M5S e Lega e ha invece preferito ascoltare il parere dei presidenti di Camera e Senato. Al momento risulta che il Quirinale starebbe vagliando il nome del professor Giuseppe Conte, ma i tempi per il conferimento dell'incarico sembrano dilatarsi oltremodo. Per questo motivo, questa mattina Di Battista ha criticato l'atteggiamento del presidente Mattarella e ha scritto su Facebook: "Il Presidente Mattarella ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica ovvero ai cittadini ai quali appartiene la sovranità. Per settimane, in una fase delicatissima dal punto di vista istituzionale, ha ricordato ai partiti politici le loro responsabilità. Per giorni ha insistito sull'urgenza di formare un governo nella pienezza delle sue funzioni. Ebbene, finalmente, una maggioranza si è formata, una maggioranza che piaccia o non piaccia al Presidente Mattarella o al suo più stretto consigliere, rappresenta la maggior parte degli italiani".

"Sono gli italiani ad avere diritto ad un governo forte, un governo capace di intervenire, se necessario con la dovuta durezza, per ristabilire giustizia sociale. Un governo capace soprattutto di ristabilire un principio sacrosanto in democrazia: il primato della politica sulla finanza. Mi rendo conto che ristabilire questo principio possa far paura a qualcuno ma non dovrebbe intimorire chi ha l'onore di rappresentare l'unità nazionale. Il Presidente della Repubblica non è un notaio delle forze politiche ma neppure l'avvocato difensore di chi si oppone al cambiamento. Anche perché si tratterebbe di una causa persa, meglio non difenderla", conclude l'ex deputato.

Il messaggio di Di Battista ha creato un'accesissima polemica politica e molti esponenti politici del Partito Democratico hanno accusato l'ex parlamentare di eversione: "Di Battista figlio si rivolge al Capo dello Stato con affermazioni eversive. Vergognosi e indecenti: è il caso che i vertici delle istituzioni intervengano. A partire da Fico", scrive il senatore Comincini. "Da un pîr nâs mìa un pòm" (trad. da un pero non nasce una mela) mai vecchio detto reggiano fu così attuale per descrivere l'uscita in simultanea della famiglia Di Battista contro il Presidente della Repubblica, un linguaggio mafioso il primo, eversivo il secondo", scrive il dem Rossi. “Ho inviato a nome di tutto il gruppo del Pd ad Alessandro Di Battista una copia della Costituzione italiana, con una particolare sottolineatura degli articoli 92 e 95. Durante il suo soggiorno americano, l’esponente del M5S avrà il tempo per riflettere sulle gravissime castronerie che molto spesso sostiene”, ha invece dichiarato il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci.