in foto: "Sei donne che hanno cambiato il mondo", Gabriella Greison (Bollati Boringhieri)

Raccontare la fisica come in un romanzo, restituendo un volto e un'anima alle scoperte scientifiche più importanti della storia: è questo ciò che Gabriella Greison, fisica ma anche scrittrice e giornalista, tenta di fare con il suo ultimo libro “Sei donne che hanno cambiato il mondo”. Dopo “L'incredibile cena dei fisici quantistici” stavolta l'autrice si cimenta con le storie di alcune donne che grazie alle loro scoperte hanno per sempre cambiato il modo di guardare e vivere il mondo.

Il libro, edito da Bollati Boringhieri, ripercorre alcune delle scoperte più importanti del XX secolo attraverso la vita di sei donne di scienza: Marie Curie, Lise Meitner, Emmy Noether, Rosalind Franklin, Hedy Lamarr e Mileva Marić. Una storia fatta non soltanto di scienza, ma soprattutto di umanità, coraggio e determinazione: ognuna di queste “eroine”, spiega l'autrice, ha dovuto combattere per tutta la vita contro i pregiudizi e i soprusi di un ambiente all'epoca ostile alle donne e alla loro emancipazione intellettuale e professionale.

Sei capitoli per sei donne

La Greison dedica un capitolo a ciascuna delle donne che, in modi diversi, hanno contribuito al progresso scientifico combattendo costantemente contro le discriminazioni e i pregiudizi: a partire da Marie Curie, l'unica ad ottenere ben due premi Nobel in un'epoca in cui l'Università di Varsavia era vietata alle donne. La Curie fu anche la prima donna ad insegnare alla Sorbona, nonostante i frequenti tentativi dell'opinione pubblica di screditarla, quella che Einstein definì “la più grande scienziata di tutti i tempi”.

Come grande fu il contributo di Lise Meitner alla nascita dell'era atomica: fu lei a teorizzare la prima fissione nucleare mentre le persecuzioni razziali naziste la costringevano a fuggire in Svezia condannandola a non ottenere mai il riconoscimento scientifico che le spettava. Un riconoscimento che invece Emmy Noether ottenne solo tenendo le sue lezioni all'università sotto il nome di David Hilbert, nonostante ancora oggi sia considerata una delle matematiche più importanti del XX secolo.

Gabriella Greison passa poi a raccontare le analoghe vicende di Rosalind Franklin, osteggiata nelle sue importanti ricerche sui raggi X in quanto donna, e le ricerche e le scoperte di Hedy Lamarr nel campo delle comunicazioni radiofoniche a dispetto dei pregiudizi riguardo la sua parallela carriera da attrice, insieme all'importante contribuito di Mileva Marić, moglie di Albert Einstein e figura fondamentale nello sviluppo delle sue teorie rivoluzionarie.

La fisica anche a teatro.

Ma il lavoro di Gabriella Greison non si esaurisce nelle pagine di questo libro: in occasione dei 150 anni dalla nascita di Marie Curie il 7 novembre 2017 la fisica arriverà anche a teatro. Con il monologo “Due donne a raggi X. Marie Curie e Hedy Lamarr, ve le racconto io”, scritto insieme a Giampiero Ciccò, la Greison ripropone in veste diversa il racconto delle conquiste scientifiche di queste due donne straordinarie, insieme alla ricostruzione delle loro vicende umane e personali.

Due figure opposte, quelle della Curie e della Lamarr, che nell'opera che andrà in scena al Teatro Sala Umberto di Roma si fondono per raccontare la storia comune della lotta per il raggiungimento dei propri obiettivi simbolegguata da queste donne.