Il governatore della Banca centrale europea ha deciso: da dicembre 2018 niente più quantitative easing. Da ottobre a dicembre, gli acquisti di titoli di Stato sul mercato secondario verrà ridotto a 15 miliardi al mese, mentre da gennaio 2019 gli investimenti saranno portati a zero. Il Quantitative Easing, lo strumento che la Bce ha utilizzato per contenere lo spread dei titoli di stato europei, verrà accantonato ma potrà essere riesumato in caso di necessità. "La decisione è arrivata dopo un'attenta valutazione dei progressi fatti, la cui conclusione è che l'aggiustamento dell'inflazione verso l'obiettivo (intorno al 2%, ndr) è sostanziale", ha spiegato Mario Draghi.

"La Bce è pronta a rivedere i propri strumenti di politica monetaria se fosse necessario per assicurare il necessario livello di stimolo. Questo perché  sono ancora necessari significativi stimoli monetari per sostenere l'ulteriore accumulo di pressione sui prezzi interni e l'andamento dell'inflazione nel medio termine. Il programma di acquisto dei titoli non sta scomparendo, ma rimane nella cassetta degli attrezzi e quindi potrà sempre essere usato per contingenze che ora non vediamo", ha proseguito il governatore del Bce.

Draghi nel corso della conferenza stampa ha anche parlato dell'Italia, sottolineando che non c'è stato nessun "contagio", essendo stata la crisi politica un "episodio locale": "Abbiamo visto sì un aumento generalizzato dei rendimenti sovrani a causa di una maggiore incertezza politica e i rendimenti rimangono più alti ora rispetto alla nostra ultima riunione ad aprile ma non più sui livelli di qualche settimana fa", ha sottolineato. "Voglio sottolineare come a maggio gli acquisti di bond italiani siano stati pari a 3,6 miliardi di euro, superiori ai 3,4 miliardi di marzo e di gennaio. Dunque nessun complotto".

Per quanto riguarda l'Euro, Draghi ha spiegato che "la valuta è irreversibile perché è forte, perché la gente la vuole e perché non c'è alcun beneficio a discuterne l'esistenza. Non paga discutere di qualcosa che è irreversibile perché può fare solo danni.  Il numero uno della Bce ha spiegato come gli acquisti settimanali e mensili dipendano da diverse circostanze, come ad esempio l'ammontare dei bond che vanno a scadenza e dunque non bisogna trarre conclusioni affrettate dai singoli dati.

Il Consiglio direttivo della Bce ha riferito che non ci sarà alcun rialzo dei tassi almeno fino all'estate del 2019. "Si aspetta che i tassi di interesse della Bce restino ai livelli attuali almeno fino all'estate del 2019 e in ogni caso per il tempo necessario a garantire che l'evoluzione dell'inflazione rimanga allineata alle attuali aspettative", si legge nel comunicato.