Autostrade non avrebbe consegnato al Provveditorato della Liguria tutta la documentazione relativa alle criticità del ponte Morandi di Genova, crollato il 14 agosto provocando 43 vittime. A scriverlo è il quotidiano Repubblica secondo cui lo stesso Comitato tecnico ha notato come all'appello mancasse una relazione fondamentale del 1981 in cui l’ingegnere Riccardo Morandi segnalava alcune forti criticità, in particolare riguardo alla corrosione del cemento. Il progetto di rinforzo dei tiranti del viadotto Polcevera fu poi portato avanti senza tenere conto della scheda tecnica del progettista che, tra le altre cose, segnalava “una degradazione della struttura in cemento armato molto rapida in alcune parti, molto di più di quanto ci si potesse aspettare”. Gli inquirenti hanno ascoltato i cinque componenti della Commissione, compreso il provveditore Roberto Ferrazza, che diedero parere favorevole al progetto.

Per 20 anni Autostrada non avrebbe mai segnalato criticità – La loro scheda conteneva osservazioni critiche riguardo quelli che sono stati definiti “metodi anacronistici di misurazione della resistenza del cemento” e le previsioni di degradazione dei cavi di acciaio dei tiranti inglobati nel calcestruzzo. All'appello, però, mancava appunto questo documento essenziale. Secondo il Ministero, che gli ha revocato l’incarico in seno alla Commissione ispettiva Mit, Ferrazza avrebbe però potuto prendere misure urgenti per  accelerare i lavori o quantomeno monitorare il ponte o ancora alleggerirlo limitando il traffico. Il Comitato chiese ad Autostrade un resoconto sullo stato del viadotto e sulla manutenzione, che però non fu mai comunicato. Non solo: secondo quanto scrive il quotidiano, le perquisizioni della finanza di queste ore al Ministero a Roma e a Genova avrebbero fatto emergere una particolare circostanza. Secondo i funzionari Mit dal 1999 Autostrade non avrebbe mai segnalato criticità al viadotto Polcevera e non avrebbe mai risposto a esplicite richieste di informazione circa lo stato dei ponti liguri.