L’ultimo bilancio ufficiale parla di 26 persone decedute a causa del crollo del Ponte Morandi, a Genova. A questi si aggiungono 15 feriti, di cui 9 in codice rosso, ovvero in gravi condizioni. Un bilancio che potrebbe, però, essere "destinato a salire", come spiega anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Un primo bilancio delle vittime identificate ha permesso di appurare che tra le prime 23 persone di cui sono stati recuperati i corpi, 16 sono uomini, 5 sono donne e uno è invece un bambino di soli dieci anni. La notizia della morte di un bambino si era diffusa già nella giornata di oggi, ma l’ufficialità è arrivata solo nel tardo pomeriggio, nonostante non sia stata fornita alcuna informazione sulla sua identità. Non sono ancora stati resi noti dettagli di alcun tipo sulla 23esima vittima accertata. Così come sulle altre tre di cui è stata data notizia della morte solo più tardi durante la serata.

Secondo i primi riscontri del Nue, tutte e 23 le vittime sarebbero di origine italiana, anche se alcuni devono ancora essere identificati con precisione. Tra le vittime accertate ci sarebbero anche due operatori dell’Amiu, l’azienda comunale che si occupa dell’ambiente, che erano dati per irreperibili in giornata. Tra i dispersi ci sono invece due operai albanesi: erano partiti da Sestri Levanti per andare a Rapallo, ma non sono mai arrivati in quest’ultima cittadina. La maggior parte dei feriti (otto), invece, si trovano all’ospedale Villa Scassi, sei sono al San Martino (dove sono stati identificati i cadaveri) e 1 al Galliera.

Per quanto riguarda i feriti, all’ospedale Galliera si trova la persona in condizioni più gravi, una donna di 41 anni che è ora in rianimazione dopo un lungo intervento. La donna presentava profonde ferite da schiacciamento e da urto. La 41enne è italiana, ma non di Genova, e stava percorrendo in auto il viadotto quando è crollato, facendola precipitare per più di 40 metri. Al San Martino ci sono invece 5 persone in codice rosso e una in codice giallo. Tra i feriti c’è anche una donna di 75 anni che è stata sottoposta a terapia in camera iperbarica: è rimasta intossicata nell’incendio di casa; la sua abitazione è stata colpita dai detriti del ponte. Ricoverato anche un ragazzo di 30 anni della Repubblica Ceca e uno di 28 anni che è rimasto sospeso nel vuoto sull’orlo del ponte, ma riuscito miracolosamente a non precipitare.