Dopo l'annuncio del test nucleare con l'esplosione della bomba a idrogeno da parte del regime nordcoreano, la Corea del Sud decide di rispondere a modo suo rispolverando i vecchi metodi attivi fin dalla divisione tra i due Paesi asiatici. Il governo di Seul infatti dopo aver allertato le forze armate innalzando l'allerta al massimo livello, ha deciso di riattivare anche la sua attività di propaganda lungo il confine riaccendendo gli altoparlanti rivolti verso la Nord Corea. Si tratta di undici megafoni potentissimi piazzati in diversi punti del confine e udibili fino a 10 chilometri di distanza. Gli altoparlanti sono una delle armi usate da Seul per convincere i militari nord coreani al confine delle violenze perpetrate dal regime di Pyongyang e per questo trasmettono in continuazione dichiarazioni di denuncia delle violazioni dei diritti umani di cui è responsabile la Corea del Nord.

Seul usa da molto tempo i megafoni ma aveva deciso di interrompere le attività di propaganda lungo il confine nell'agosto scorso nell'ambito di un accordo tra i due Paesi volto ad allentare le tensioni. Dopo il test atomico però ha deciso unilateralmente di riattivarli. Una decisone che assume ancora più valore se si pensa che arriva nel giorno del compleanno del leader Kim Jong-un o almeno del giorno che si ritiene sia il suo compleanno. Come ha tenuto a precisare un funzionario del ministero della Difesa sudcoreano, intorno agli altoparlanti è stato imposto il livello massimo di allerta e sono stati dispiegati artiglieria e batterie di missili a corto raggio, a dimostrazione dell'importanza strategica che Seul dà a questo strumento.