Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, sembra il favorito nella corsa alle primarie del Pd, previste per marzo 2019. Dopo la presentazione di ieri delle candidature, con la consegna delle firme nella sede del Nazareno, secondo l'ultimo sondaggio uscito sulla trasmissione televisiva Agorà di questa mattina, fonte Emg, il governatore Nicola Zingaretti, è dato al 52%, e stacca di 19 punti l'ex segretario del Pd, Maurizio Martina (33%). Terzo al 7% è invece Roberto Giachetti, candidato dell'ultimo minuto in tandem con Anna Ascani. A seguire ci sono Francesco Boccia al 4%, Maria Saladino al 3% e Dario Corallo all'1%. Entro oggi la commissione congresso del Pd ufficializzerà i candidati alla segreteria del partito. Scade infatti alle 18 il termine entro il quale si possono depositare "in originale" le firme dei sottoscrittori, che finora sono state soltanto inviate scannerizzate via mail, come nel caso del ticket Giachetti-Ascani.

"Io lavoro per parlare con le persone e convincere, parlo del futuro, dell'Italia, non faccio polemiche per unire e per cambiare. Questo messaggio io credo che stia arrivando alle persone, anche a chi non ci ha votato e che spera che da noi vengano dei segnali di cambiamento – ha commentato Nicola Zingaretti – "Penso che questi segnali siano interpretati non solo da me, ma anche da tanti che stanno sostenendo questa candidatura – ha aggiunto – sindaci, amministratori, giovani, perché dobbiamo anche ricostruire una idea di collegialità nel partito, ma anche di una alleanza. Vedo che dalla diffidenza si sta passando al consenso, dalla sfiducia alla riconsiderazione di tante posizioni positive nei nostri confronti. Era proprio quello che volevo".

Dal canto suo il candidato Francesco Boccia continua a denunciare irregolarità da parte di Giachetti e Ascani, che hanno raccolto adesioni via mail: "Irregolarità nella firme raccolte da Giachetti? Questo saranno gli organi di partito a stabilirlo. Io le ho raccolte guardando in faccia tutti coloro a cui l'ho chiesta. I metodi degli apparati mi hanno sempre fatto schifo. Non entro nel merito della vicenda Giachetti-Ascani, ma chi ha dietro gli apparati non merita nemmeno un confronto". Per quanto riguarda un'eventuale alleanza, che Boccia vede possibile solo con il M5S, a differenza degli altri suoi sfidanti, ribadisce: "È una questione di legge elettorale. Con il maggioritario possiamo andare da soli, con il proporzionale no. Siamo obbligati al dialogo ed è ipocrita dire il contrario. Preciso che il proporzionale non l'ho voluto io, ma Renzi e tutti quelli che oggi sostengono Martina e Zingaretti. Siamo diventati un partito d'élite che ha bisogno di riconnettersi con il popolo. Per questo a Roma, sabato 15 dicembre, ho invitato movimenti ambientalisti, parti sociali, protagonisti del volontariato. Solo così si ricrea il centrosinistra".