Non usa mezze misure il segretario del Pd, Maurizio Martina, e chiede attraverso Twitter le dimissioni del vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, dopo il caos sul decreto fiscale e le accuse su una presunta “manina” che avrebbe cambiato il provvedimento prima di inviarlo al Quirinale (che ha smentito, perché al Colle il testo non è mai arrivato). “Dal governo uno spettacolo vergognoso. Tutti contro tutti. Hanno voluto un super condono per gli evasori e ora fanno sceneggiate. Di Maio dovrebbe essere il primo a dimettersi #ladridifuturo”, scrive il segretario dem.

Oggi si è riunita la segreteria del Pd che ha espresso una dura valutazione sull’operato del governo, proprio in seguito al caso del decreto fiscale scoppiato ieri sera: “Dilettanti in malafede, da Genova fino alla vicenda dei piloni della A24 e della A25”, è il giudizio espresso. “Una manina quando il provvedimento non è ancora arrivato al Quirinale? È la dimostrazione che c'è della malafede e del dilettantismo. Il pericolo per il Paese di questa manovra è rappresentato anche dalla questione del condono, che dovrebbe far saltare sulla sedia tutti i militanti del M5s. Ma ormai sono passati dall'onestà al condono a Ischia, siamo al pezzo peggiore della prima Repubblica”, afferma il coordinatore della segreteria dem Matteo Mauri.

La lista unica alle elezioni europee

Il segretario del Pd in un post su Facebook torna a parlare anche di un’altra questione, ovvero le elezioni europee. Il Pd promuoverà “liste aperte a tutte le energie europeiste e progressiste”, accogliendo la proposta di Walter Veltroni. Idea già condivisa in passato da esponenti dem e non solo, come Carlo Calenda e Laura Boldrini. Il 28 ottobre, a Milano, verrà avviato un Comitato promotore che darà vita a questa lista che dovrà dare “una alternativa forte al rischio dei nazionalisti che mirano a distruggere l'Europa partendo proprio dall'Italia”. L’obiettivo è quello di “coinvolgere in modo largo e partecipato tutte le energie della società pronte a dare una mano. Lo potremo fare anche con l'avvio di un comitato promotore aperto e plurale che accompagni questo percorso sui contenuti e sulle persone. Sono convinto davvero che tanti italiani siano preoccupati della deriva che rischia il nostro paese e siano pronti a dare una mano per costruire una alternativa forte a questo rischio”.