Luigi Di Maio è intervenuto in diretta Facebook da Palazzo Chigi per parlare dell'articolo 9, che il ministro Matteo Salvini sostiene che sia stato letto in Cdm. Secondo il vicepremier pentastellato invece non sarebbe stata messa a verbale la lettura del testo di quell'articolo del decreto fiscale. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico è un fiume in piena: "Quando si dice che ‘Conte leggeva e Di Maio scriveva' si dice una cosa non vera. Quello che noi abbiamo memorizzato sono i principi generali dell'accordo sulla pace fiscale, significa che si rivolgeva alle cartelle Equitalia, ai contenziosi in primo e secondo grado, significa, se vogliamo parlare dell'articolo 9, il 30% massimo in più per la dichiarazione integrativa, il tetto di 100mila euro all'anno e che riguardava una integrazione su cui pagavi il 20%".

"Lunedì non si è mai parlato di condono penale o di fondi esteri. O anche Salvini era d'accordo con il condono penale per i grandi evasori, e quindi l'ha sentito non ha detto nulla in Consiglio dei ministri. Ma questo non è vero perché c'erano tutti i ministri Cinque Stelle che possono testimoniarlo, e c'era il premier Conte. Oppure ho ragione io, e si sono detti solo i termini generali. Anche perché né io con il decreto Dignità, né Salvini con il decreto Sicurezza, abbiamo mai letto in Cdm 50 pagine di commi e articolati e richiami. Ma abbiamo solo spiegato il provvedimento". 

"Nel testo del decreto letto lunedì sera c'era la dichiarazione integrativa con dentro il condono penale, dentro i capitali dall'estero? La risposta è no, perché quello è stato oggetto di una riunione politica e Conte ha letto i termini generali dell'accordo in Cdm", ha specificato Di Maio, replicando così alle parole del titolare del Viminale. Salvini oggi pomeriggio, mentre si trovava in Trentino, ha detto: "Se c'era qualcosa che non andava bene non c'era bisogno di questo can can: si alzava il telefono, Conte o Di Maio, e si cambiava tutto. Bisogna serrare le fila, compatti Lega e M5s. Rispettosi del contratto di governo ma senza fare scherzi. Ho aspettato senza dir nulla per ventiquattro ore e porto pazienza. Però per scemo non passo. Se qualcuno dei M5s ha cambiato idea cambiamo tutto da cima a fondo. Ma la verità storica è agli atti: quelle 4 paginette ci sono a P.Chigi, con le annotazioni del premier verbalizzate da Di Maio".

Di Maio è apparso visibilmente irritato: "Da bugiardo non voglio passare e anche per questo quando mi si dice che ero distratto io non ci sto". Il leader pentastellato è convinto che si possa risolvere la questione al nuovo Consiglio dei ministri convocato per domani, prima della kermesse che si terrà nel weekend a Roma al Circo Massimo, ‘Italia 5 Stelle', la festa del M5S. "La roba dello scudo penale per l'autoriciclaggio non serve. Siccome non serve accettiamo che non siamo d'accordo, domani sistemiamo questa norma".

E poi a proposito del dl Sicurezza Di Maio ha attaccato ancora Salvini: "Diciamoci anche un'altra cosa: se c'è un dl sicurezza va difeso da tutto il governo, ma se i miei parlamentari hanno presentato emendamenti e ancora non abbiamo trovato un accordo non è colpa del M5S. Non è colpa mia se io e Salvini non ci siamo ancora potuti confrontare sui nodi da sciogliere è legittimo stare in campagna elettorale in Trentino ma poi non ci si può lamentare". E ancora: "Quando si è fatto il decreto legge dignità e tanti giustamente della Lega hanno presentato emendamenti io stavo qua, nei ministeri come oggi a Palazzo Chigi e risolvevamo a uno a uno tutti i problemi. È legittimo stare in campagna elettorale, che è sacra, ma non ci si può lamentare da una diretta Facebook in Trentino che non abbiamo ancora sciolto il nodo degli emendamenti. Io sono qui".