Ha protetto la figlia fino all’ultimo istante Eleonora Girolimini, l’unica adulta rimasta vittima della tragedia della Lanterna Azzurra di Corinaldo, la discoteca nell’anconetano dove hanno perso la vita sei persone. “Mamma mi ha protetto fino all'ultimo istante – racconta la figlia undicenne di Eleonora – Quando siamo finiti in mezzo alla folla lei urlava ‘c'è la piccola, c'è la piccola'. Cercava di farmi spazio con il suo corpo per non farmi schiacciare, poi è caduta più in basso”. Al concerto la piccola era stata accompagnata dalla madre e dal padre Paolo, che racconta: "Ci teneva così tanto che era stato impossibile dirle di no”.

Proprio il padre della ragazza e marito di Eleonora, Paolo, racconta al Corriere della Sera: “Ero un passo più avanti rispetto a lei e alla bambina. Ho sentito un odore acre e ho detto: via da qui, correte! Poi mi sono ritrovato nella folla che mi spingeva fuori, non ho potuto raggiungerle, le ho perse di vista”.

Paolo ed Eleonora avevano accompagnato la figlia in discoteca per il dj set di Sfera Ebbasta. Gli altri figli li avevano lasciati a casa con la nonna: due gemelline di sette anni e un bimbo di soli due anni. Il marito di Eleonora racconta ancora del momento in cui, una volta che si è diradata la folla, ha trovato la moglie e ha provato a rianimarla. Anche con la respirazione bocca a bocca. Ma è stato tutto inutile e quando sono arrivati i soccorsi del 118 era troppo tardi. “Quella discoteca – racconta ancora – era strapiena di gente ed erano tutti ubriachi”.

Il padre racconta ancora: "Non ce la faccio a dire niente. Solo che quattro figli sono rimasti senza la loro mamma e uno di loro prende ancora il latte. Parlerò più avanti per dire quello che è successo li dentro. Non era un concerto ma una discoteca strapiena di gente e piena di alcolici. Il concerto doveva iniziare alle 22 e invece non iniziava. Porti tuo figlio lì ed erano tutti ubriachi".