in foto: Nathan Potter, 31 anni.

Ha cercato di convincere il padre di una bambina di quattro mesi ad abusare sessualmente della piccola mentre lui si godeva lo "spettacolo" su internet. Per sua sfortuna, però, quella bambina non esisteva e il presunto genitore era in realtà un agente della polizia sotto copertura, che ha potuto così mettere fine all'attività criminale di Nathan Potter, 31 anni, che è stato infine arrestato e dovrà ora scontare la sua pena in carcere per i prossimi 16 mesi per aver incoraggiato la diffusione di materiale pedopornografico. Il poliziotto aveva notato alcuni commenti di Potter in una chat online a luci rosse.

Tutto è cominciato lo scorso agosto: preoccupato dalle parole dell'uomo, l'agente ha finto di avere una bambina di 4 mesi. Dopo aver cominciato una conversazione con lui, Potter ha chiesto esplicitamente all'altro utente di togliere il pannolino alla figlia e di abusare sessualmente di lei. A quel punto, è scattata l'operazione che ha portato al fermo del 31enne. Una volta rintracciato, sul suo pc gli inquirenti hanno trovato più di 270 immagini di bambini e adolescenti, tutti under 13, a sfondo sessuale, dalle foto di veri e propri atti a scatti che ritraevano i minori completamente nudi e in pose osè, raccolte a partire dal 2011.

"Era perfettamente consapevole di quello che stava chiedendo e di cosa voleva – ha dichiarato il giudice Andrew Lockhart nel corso del processo a carico di Potter -. Ha incoraggiato una persona, che per fortuna era un agente sotto copertura, a compiere un atto deplorevole. Il reato è aggravato dal ritrovamento di tutte quelle immagini choc nel suo computer. Sul volto di quei minori si legge dolore e strazio". Il suo avvocato, Colin Charvill, invece, lo difende, definendolo "un depravato", e aggiungendo che per lui "è stato un sollievo quando è stato arrestato, perché si è reso conto che finalmente poteva porre fine a quel comportamento malato".