Lunedì 1 ottobre la corte svedese ha riconosciuto Jean-Claude Arnault – marito di uno dei diciotto membri dell’Accademia che ogni anno aggiudica il premio Nobel – colpevole di aver violentato una donna in un appartamento di Stoccolma nella notte tra il 5 e il 6 ottobre 2011. Arnault è un affermato fotografo marsigliese, ben inserito nell’ambiente letterario legato alla prestigiosa organizzazione culturale dell’Accademia Svedese. L'artista, secondo la sentenza della corte, dovrà scontare due anni in carcere e risarcire il danno arrecato alla vittima di 10000 euro circa. Se la condanna è stata motivo di sollievo per la donna violentata, non rappresenta le altre vittime che lo hanno accusato in massa di molestie sessuali negli ultimi mesi del 2017. Infatti a novembre un’azione collettiva mediatica, condotta da 18 donne e riconducibile al movimento #metoo, ha incolpato Arnault di numerose aggressioni sessuali, abusi e molestie.

Le ripetute violenze, di cui il fotografo si sarebbe macchiato, sarebbero avvenute proprio durante gli eventi dei club letterari e all’interno della proprietà dell’Accademia. Tra le firmatarie dell’accusa c’è anche la principessa alla Corona Svedese, Vittoria la quale in una serata organizzata dall’Accademia nel 2006 è stata vittima di un palpeggiamento da parte del fotografo. Che il fatto sia avvenuto pubblicamente lo dimostrano i testimoni presenti alla scena e i rotocalchi svedesi che ne hanno scritto i giorni successivi. Le indagini effettuate nel frattempo hanno però rivelato altri comportamenti di Arnault che hanno contribuito a gettare un ombra sull’immagine della prestigiosa Accademia svedese.

È emerso infatti che per sette volte il fotografo ha fatto trapelare informazioni riservate sulla scelta dei vincitori prima che fosse consegnato il premio, offrendo ad alcuni media la trascrizione delle conversazioni avvenute durante le riunioni dei membri. Inoltre, a rendere la colpa ancora più grave, dopo l’esplosione del caso della donna violentata, altri sei membri dell’Accademia – che non hanno voluto svelare il loro nome – si sono dichiarati vittime di abusi. Mentre l’accusato ha sempre parlato di incidenti, non ammettendo in nessun caso la propria colpevolezza, l’organizzazione culturale svedese sta valutando un’azione anche contro la moglie, la poetessa scrittrice Katarina Frosterson, membro di spicco del comitato di assegnazione.Per questo motivo l’Accademia ha ommesso la premiazione del 2018, che doveva avvenire in questi giorni.

Dopo la condanna al carcere del molestatore, l'accademia guarda al futuro del Premio Nobel per la Letteratura, con l'augurio di tutti che il 2019 sarà un’annata migliore.