Si chiama Abdul Aziz, è un uomo di 48 anni rifugiato politico afghano, ed è uno degli eroi della strage delle due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, di due giorni fa, in cui hanno perso la vita 49 persone per mano di Brenton Tarrant, neofascista e suprematista bianco che ha aperto il fuoco all'impazzata contro i fedeli. Ebbene, come ha spiegato anche la premier Jacinda Ardern le vittime sarebbero state certamente molte di più se a ostacolare il terrorista non ci fosse stato Abdul Aziz, che dopo aver evitato i proiettili si è scagliato contro l'assalitore riscendo a metterlo in fuga. E' stato lui, rifugiato di guerra da 25 anni in Nuova Zelanda, l'eroe che ha fronteggiato il terrorista.

Brenton Tarrant aveva appena iniziato la sua mattanza nella moschea di Linwood quando l'Imam Latef Alabi ha interrotto la preghiera in corso e, vedendo quello che stava accadendo fuori, ordinato a tutti i fedeli di abbassarsi e mettersi al riparo poiché un killer stava compiendo una carneficina. E' quello che hanno fatto tutti, tranne Aziz: "Gli è andato addosso, è riuscito sopraffarlo, ed è così che ci siamo salvati", ha raccontato l'imam ai quotidiani neozelandesi. "Se fosse riuscito ad entrare dentro la moschea saremmo morti tutti".

Se il pur pesantissimo bilancio dell'attentato si è fermato a 49 vittime è stato quindi per merito del rifugiato: è stato lui a uscire dall'edificio dopo aver schivato i colpi di Tarrant per corrergli incontro urlando, ed è stato sempre lui, dopo essersi messo al riparo tra le auto, a cercare di rispondere al fuoco con un'arma rivelatasi scarica e lanciata poco dopo addosso all'estremista. "Lì si è spaventato", ha raccontato Aziz all’Ap, spiegando che subito dopo il terrorista è fuggito, pochi minuti prima che la polizia lo catturasse.