Inizia l’era di Maurizio Landini come segretario generale della Cgil. Il successore di Susanna Camusso è stato eletto dall’assemblea generale, composta da 302 membri, con il 92,7% dei sì. Hanno votato a favore in 267: 18 i contrari, 4 gli astenuti. Prima del voto, Landini ha tenuto il suo intervento programmatico: “Se attraverso il voto segreto mi darete la vostra fiducia, questo significa un vincolo e un mandato preciso: guidare una Cgil unitaria e dare continuità a quello che abbiamo fatto in questi anni. La Cgil o è una o non è, o è plurale o non è”. Non a caso, Landini ha voluto sottolineare che il congresso “si è chiuso in modo unitario, non solo qui, ma in tutte le camere del lavoro, le categorie e le regioni”. Landini ha inoltre proposto di nominare due vicesegretari, nel segno dell’unità: Vincenzo Colla e Gianna Fracassi.

Per Landini serve un sindaco unito, forte e che si basi sulla partecipazione: “Abbiamo bisogno del pensiero critico di tutti per arricchire le nostre decisioni e azioni”, ha spiegato il neo-segretario nel suo intervento durato 40 minuti. In cui ha anche ripreso le parole di Annamaria Furlan, secondo cui l’unità sindacale va “costruita dal basso”. “So – ha detto Landini – di avere di fronte un compito molto difficile, posso assicurare che metterò tutto me stesso, con lealtà, sincerità e testardaggine, cioè i pregi e difetti, ma so di poter contare su una bella organizzazione”.

Landini contro la manovra ‘miope e recessiva’

Il neo-segretario della Cgil non ha risparmiato un attacco al governo: “Dobbiamo cambiare le scelte sbagliate che sta facendo questo governo". Landini ricorda il prossimo appuntamento, già fissato da Cgil, Cisl e Uil con la manifestazione nazionale del 9 febbraio a Roma: “Dobbiamo riempire la piazza, dobbiamo dare voce e parola al lavoro”. E la protesta ha l’obiettivo di sottolineare come la manovra approvata dal governo sia “miope e recessiva e non assume la stabilità e la qualità del lavoro quale bussola del cambiamento economico e sociale”. “Tutti quelli che lavorano abbiano gli stessi diritti – ha detto ancora Landini –. Questa è una società che mercifica e sfrutta le persone, dobbiamo combatterla qui e ora. È un impegno che val bene una vita”.

Colla: ‘Fatta la cosa giusta per l’unità’

Vincenzo Colla, candidato fino a pochissimi giorni fa alla segreteria e sfidante di Landini, è stato nominato vice-segretario generale. La scelta di trovare un accordo, rinunciando alla sua candidatura, è stata la “cosa giusta per mantenere unita la Cgil. Siamo la Cgil insieme, tutti insieme sosteniamo Maurizio Landini”, ha affermato.  Insieme a lui è stata eletta vice-segretario generale anche Gianna Fracassi, che ha affermato: “Questo è il tempo del noi”.