La Corte d'Assise d'Appello di Milano ha confermato la pena definitiva dell'ergastolo per Cesare Battisti, l'ex militante dei Pac condannato per quattro omicidi commessi alla fine degli anni Settanta e arrestato dopo quasi quaranta anni di latitanza lo scorso gennaio in Bolivia. Da allora Battisti si trova in un carcere in Sardegna. I giudici hanno respinto la richiesta dei difensori di Cesare Battisti di commutare la pena del carcere a vita in 30 anni che al netto del “presofferto”, ammonterebbe a poco più di 20 anni e 7 mesi. La Corte di Milano ha anche stabilito che la pena nel suo caso non è ostativa alla richiesta di benefici. Da quanto si è saputo, avendo già scontato come “presofferto” 6 anni e mezzo circa, Battisti potrà richiedere benefici già fra tre anni e mezzo circa dopo che avrà scontato dunque 10 anni di carcere. L’avvocato Davide Steccanella, che difende Battisti, sarebbe pronto a fare ricorso in Cassazione.

La decisione della Corte d'Assise d'Appello di Milano su Cesare Battisti

La Corte d'Assise d'Appello spiega che se l'ex terrorista avesse voluto far valere l'accordo di estradizione italiano-brasiliano "non avrebbe dovuto allontanarsi dal Brasile e non avrebbe dovuto opporsi alla conclusione della procedura estradizionale con la sua consegna all'Italia" dal paese sudamericano. I giudici, pur confermando l’ergastolo, hanno però lasciato aperto uno spiraglio e spiegano che al detenuto non è "applicabile il regime ostativo" previsto dalle norme e "potrà godere dei benefici penitenziari, in virtù di una progressione trattamentale, che è diretta attuazione" del principio costituzionale "della funzione rieducativa della pena anche per i condannati all'ergastolo", come ribadito da una sentenza della Consulta. Il primo tra i benefici di cui potrà godere Cesare Battisti sarà la liberazione anticipata "ai fini del calcolo del termine per poter chiedere permessi premio e misure alternative alla detenzione, avendo riguardo anche ai periodi di custodia cautelare espiata all'estero". Ma su questo deciderà la magistratura di sorveglianza.