Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta, ha dato inizio alle celebrazioni ufficiali del 25 aprile, 74esimo anniversario della festa della Liberazione dal nazifascismo, deponendo una corona di alloro all'Altare della Patria e osservando un minuto di raccoglimento. Presenti alle celebrazioni le alte cariche dello Stato, la sindaca di Roma Virginia Raggi insieme al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Il Capo dello Stato sarà poi a Vittorio Veneto per le celebrazioni del 25 aprile. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che in un’intervista ha spiegato come vive la ricorrenza del 25 aprile, si è recato invece alle Fosse Ardeatine, con la ministra Elisabetta Trenta e la sindaca Virginia Raggi. E sempre a Roma sono circa duemila i partecipanti attesi al corteo dell'Anpi che sfilerà da largo Benedetto Bompiani a piazzale Ostiense mentre in mille dovrebbero partecipare alla manifestazione antifascista da piazza delle Camelie a villa Gordiani.

Le parole di Mattarella sul 25 Aprile: "Storia non si deve riscrivere" – Nella discussione sul significato e sull’importanza della ricorrenza del 25 aprile, festa anche quest’anno al centro di polemiche (il vicepremier Salvini non partecipa alle celebrazioni), Sergio Mattarella era già intervenuto ieri incontrando al Quirinale gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma e parlando di un vero e proprio “secondo Risorgimento” per un Italia distrutta e stremata da anni di guerra “ma che ha saputo resistere”. Dal Capo dello Stato è arrivato anche un appello a “non riscrivere la storia”. “Non è solo la festa dei comunisti: mi aspetto rispetto”, ha detto da parte sua il ministro dell’Interno Matteo Salvini che appunto oggi non partecipa alle celebrazioni del 25 aprile ma andrà in visita in Sicilia.

Mattarella a Vittorio Veneto: "Celebriamo ritorno dell'Italia alla libertà"

"La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva", un passaggio dell'intervento di Mattarella a Vittorio Veneto. Nel ventennio fascista "non era permesso avere un pensiero autonomo, si doveva soltanto credere. Credere, in modo acritico e assoluto, alle parole d'ordine del regime, alle sue menzogne, alla sua pervasiva propaganda. Bisognava poi obbedire, anche agli ordini più insensati o crudeli. Ordini che impartivano di odiare: gli ebrei, i dissidenti, i Paesi stranieri. L'ossessione del nemico, sempre e dovunque, la stolta convinzione che tutto si potesse risolvere con l'uso della violenza", così il Capo dello Stato. E ancora: "Molti italiani maturarono la consapevolezza che il riscatto nazionale sarebbe passato attraverso una ferma e fiera rivolta, innanzitutto morale, contro il nazifascismo. Nacque così, anche in Italia, il movimento della Resistenza". "Festeggiare il 25 aprile – giorno anche di San Marco – significa celebrare il ritorno dell'Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent'anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico", il discorso del presidente della Repubblica a Vittorio Veneto.