Il Tribunale della libertà di Taranto ha rigettato la richiesta avanzata dalla difesa di Misseri di revoca dell’obbligo di dimora nel comune di Avetrana e di permanenza in casa durante le ore notturne. Per i giudici c’è il pericolo di condotte illecite da parte dell’uomo.

È stato condannato a tre anni di carcere Michele Misseri, il contadino di Avetrana che nel 2010 si è accusato dell'omicidio della nipotina Sarah Scazzi. La corte di Taranto ha emesso la condanna nell'ambito del procedimento per calunnia e diffamazione nei confronti della criminologa, Roberta Bruzzone e dell'avvocato, Daniele Galoppa, rispettivamente consulente e avvocato d'ufficio, per l'omicidio di Sarah Scazzi. Per i giudici, dunque, ‘zio Michele' avrebbe calunniato e diffamato i due professionisti nel corso di alcuni interventi televisivi, esprimendo dubbi sulla deontologia della loro condotta. Michele, infatti accusò entrambi di averlo indotto a indicare quale colpevoli dell'omicidio della piccola Sarah, la moglie Cosima e la figlia Sabrina, che oggi scontano l'ergastolo.

Nominato avvocato d'ufficio all'indomani dei fatti, nell'agosto del 2010, l'avvocato Galoppa era poi diventato l'avvocato di fiducia del Misseri e successivamente aveva deciso di avvalersi della consulenza di parte della nota criminologa, Bruzzone. Entrambi, tuttavia, hanno preso le distanze dal loro assistito quando questi ha sconfessato le dichiarazioni in cui accusava moglie e figlia dell'omicidio di Sarah. Nello stesso procedimento per diffamazioni erano imputati anche l’avvocato Fabrizio Gallo e la giornalista televisiva Ilaria Cavo, entrambi accusati a vario titolo di aver assecondato la tesi di Misseri, per cui sarebbe stato plagiato dal suo team difensivo. Gallo è stato condannato a una multa di 800 euro, assolta dall’accusa, invece, la giornalista, Ilaria Cavo.