Non c'è ancora nessuna certezza sull'identità dei poveri resti ritrovati nei giorni scorsi sotto il pavimento di una dependance della Nunziatura apostolica a Roma che hanno riaperto il dibattito sul caso di Emanuela  Orlandi. Non ci sono dati certi né sul loro sesso né tantomeno sull'età, l'unica cosa sicura è che si tratta di due corpi distinti, come stabilito al termine dei primi esami medico-legali svolti nei laboratori della Polizia Scientifica. A ribadirlo, dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi che parlavano dei resti di una donna tra i 25 e i 35 anni, è lo stesso Vaticano respingendo con forza anche ogni nesso col caso Orlandi. "Non si può fare alcuna diagnosi né di sesso né di età, chi dice il contrario fa solo illazioni e ipotesi non fondate su evidenza scientifica" ha dichiarato infatti alla trasmissione "Chi l'Ha visto?" il consulente della Santa Sede nella vicenda, il professor Giovanni Arcudi.

Poco prima anche il segretario di Stato vaticano,  il cardinale Pietro Parolin, aveva sottolineato che i collegamenti fatti col caso Orlandi fino a questo momento son sono illazioni perché non c'è nessuna prova che abbia condotto gli inquirenti che indagavano sul caso verso la Nunziatura. I resti infatti sono stati rinvenuti durante alcuni lavori di ristrutturazione di un locale annesso alla Nunziatura Apostolica di via Po e è stato lo stesso Vaticano a chiedere aiuto alle autorità italiane per accertare le identità dei defunti. “Non so chi ha messo in relazione questa vicenda con il caso Orlandi, da parte della Santa Sede non è stato fatto alcun collegamento tra le ossa ritrovate ed Emanuela Orlandi” ha spiegato Parolin

"Sono stati trovati dei resti, si è voluto sapere esattamente cosa si stesse facendo, di chi fossero, e quindi è stato chiesto aiuto all’Italia per ragioni semplicemente di trasparenza, perché non ci siano recriminazioni sul fatto che la Santa Sede abbia tenuto nascosto qualcosa. Le cose si fanno con la maggior apertura e la maggior trasparenza" ha aggiunto il Cardinale, concludendo: "Aspettiamo gli accertamenti, prima di fare qualsiasi dichiarazione. Bisogna sapere di cosa si tratta: se sono ossa di 200 anni fa è una cosa, se sono ossa di qualche anno fa è un'altra". Fino a questo momento i frammenti ritrovati sono una settantina circa ma non avrebbero permesso di ricomporre uno scheletro intero. Per questo la polizia scientifica era ritornata sul posto in cerca dei resti mancanti ma senza successo. Gli esperti avrebbero accertato solo che alcuni presentano un ‘invecchiamento' maggiore di altri e che ci sono ossa dello stesso tipo, cioè appartenenti alla stessa zona del corpo a testimoniare che si tratta di due corpi distinti. L'esame esterno però non ha permesso di stabilire sesso ed età con certezza. Gli esami intanto proseguiranno per estrarre il Dna dai resti per provvedere poi a duna comparazione.