Ci sono giorni in cui la vita straborda dai contenitori in cui abbiamo provato a rinchiuderla, e te la ritrovi in mezzo a una piazza, in tutto il mondo. Ha il volto delle ragazze e dei ragazzi che saltano un giorno di scuola per trovare una spiegazione nello stare insieme in una manifestazione, chiedendo un futuro ecologico sostenibile. Il grido più forte è stato: "Se l'ambiente fosse stato una Banca, l'avreste già salvato".
L'ultima manifestazione di questo tipo fu il G8 di Genova.

Facciamo un passo indietro. Poche ore prima un commando di quattro persone – tre uomini e una donna, l'attentatore australiano – ha ucciso 49 persone in Nuova Zelanda entrando in due Moschee, durante la preghiera del venerdì. I sopravvissuti raccontano le urla, qualcuno ha già capito che non potrà più scordarle.

La motivazione della strage è chiara: i terroristi non volevano gli invasori stranieri. I terroristi si definivano anti-immigrati e anti-islam. I terroristi sulle armi avevano scritto i nomi degli autori delle altre stragi compiute da estremisti di destra come l'italiano Luca Traini, già candidato per la Lega, condannato a dodici anni per tentata strage.

Il mondo è diviso in due. C'è chi prova a navigare, nonostante la bufera, e chi prova ad affondare la nave rivendicando il diritto di possesso su tutte le cabine e pure sulle provviste nella stiva.

Io so chi ha ragione, ma non so come finirà. So, però, che se fra qualche anno non saremo sprofondati in una guerra civile il merito sarà di chi oggi avrà resistito, di chi oggi è sceso in piazza e non di chi ha soffiato per anni sul fuoco della disperazione per una manciata di voti, dichiarandosi poi stupito se qualcuno – qualcuno con le sue stesse parole in bocca – ha preso un'arma in mano.

Care ragazze, cari ragazzi,
Ve lo dico nella prima riga di questa lettera: ascoltate tutti ma poi fate come volete voi, perché noi abbiamo fallito.
Le nostre idee, quelle della mia generazione, che sono sempre state in minoranza, oggi sono addirittura scomparse dalla rappresentanza politica. Non siamo stati capaci di lasciarvi più musei, più alberi, meno carbone. Abbiamo fallito. Vi avevano promesso scuole con pannelli solari su ogni tetto, invece vent'anni dopo avete gli stessi edifici di allora e senza pannelli solari. Abbiamo fallito come generazione, non parlo dell'impegno individuale, conosco tantissime brave persone che non hanno mollato. Conosco una vecchia di ottantaquattro anni e un nonno di settantadue. Conosco cinquantenni e quarantenni validissimi, ma complessivamente abbiamo fallito. Non fateci sconti, non impietositevi guardandoci; noi siamo stati il peggio che vi potesse capitare, e vi siamo capitati.

Le cose peggiori che infestano il web hanno la firma della mia generazione, che vi ruba il voto provando a convincervi che l'odio sia l'unica soluzione. Ribellatevi. Non credete loro. Vogliono darvi le pistole invece dei libri. Nella legittima difesa credeva Brenton Tarrant, l'attentatore australiano. Lui ha sparato per "difendere la sua terra", l'ha detto lui; non è un caso, le risposte individuali, quando la domanda è sbagliata, si trasformano sempre in attacchi terroristici.
L'attentatore ha fatto una diretta video, teneva la telecamera sul casco, sembrava un videogioco ma non è colpa dei videogiochi, è colpa dell'attentatore che ha provato a usare un vostro linguaggio per affascinarvi. Non cascateci. Ha nominato il più famoso youtuber al mondo all'inizio della sua diretta video, lo ha fatto per essere considerato vicino a quei 17 milioni di iscritti giovanissimi. Cioè a voi, ma la verità è che non c'è niente di più lontano da voi che lui, che è invece frutto di una generazione d'odio, la mia anche se lui ha solo 28 anni.

La difesa deve essere collettiva, oltrepassare i confini ed essere zeppa di relazioni, libri, film, parchi e cestini per la raccolta differenziata. Imparate anche a differenziare, care ragazze e cari ragazzi, l'informazione dalla propaganda, ogni giorno provano a infestare il web dove voi siete nati, con teorie del secolo passato.

Care ragazze, cari ragazzi,
Scegliete voi. Non delegate. Candidatevi. Rompete le uova nel paniere, disequilibrate le aspettative facili. Mangiatevi il guinzaglio e il padrone. Tirate coriandoli. Destabilizzate la mia generazione continuando a credere solo ai vostri sogni. Disobbediteci. Guardate al colore della pelle come a quello dei fiori. Non abbiate paura di una parolaccia, dubitate delle cravatte, non abbiate altra incondizionata fiducia che nell'amore per un mondo più gentile.

Care ragazze, cari ragazzi,
continuate a mettere in discussione il modello di sviluppo economico, a tenera l'ambiente al primo posto, non abbiate paura di essere radicali. Sono gli estremisti che fanno schifo, ma i sogni forti sono necessari, contro certi incubi.

Non fermatevi al primo articolo che leggete su web, neanche a questo che ho scritto io. Finitelo e passate a un altro, e poi a un altro ancora. Non temete la sperimentazione, coltivate le differenze, annusate sapori diversi, fatelo in compagnia, che non vi abbandoni mai il sorriso, non vergognatevi mai di piangere, non fatevi classificare, non odiate, disprezzate le categorie e chi dice "non ce la potrai mai fare" oppure "tanto non serve a niente".

Considerate tutto quello che vi ho detto e poi stracciatelo e fate di testa vostra, perché in definitiva ce la faremo solo se voi ce la farete.