"Faccio il barista da 30 anni, questo è uno dei locali più frequentati della città, noi pensiamo a lavorare, non abbiamo tempo di pensare alla politica o ad altro. Tra l’altro abbiamo diversi clienti omosessuali". A parlare è Stefano Procaccioli, il titolare del Bar delle Caldaie accusato da Raniero Bertoni, 54enne di Ascoli Piceno, di aver pronunciato frasi omofobe cacciandolo dal caffè nella notte tra il 4 e il 5 gennaio. L'uomo avrebbe detto: "Sono nazista, i gay non devono entrare in questo locale. Anzi, se vuoi denunciarmi ti do il modo di farlo", arrivando anche a minacciare Bertoni di picchiarlo se non se ne fosse andato. Sulla vicenda la presunta vittima della discriminazione ha sporto denuncia e la polizia sta analizzando in questi giorni il contenuto delle registrazioni video catturate dalle telecamere poste all'interno del Bar delle Caldaie.

Stefano Procaccioli – titolare del caffè ascolano – ha affidato a una nota la sua versione dei fatti: "Bertoni già in passato si era reso protagonista di comportamenti poco consoni, ma avevo sempre lasciato cadere. Questa volta, con il bar pieno, ha passato la misura poiché secondo me era evidentemente alterato. Da quando è entrato e per la successiva permanenza ha pronunciato frasi sconvenienti e volgari davanti a tutti, frasi sconce che non ripeto ma davvero pesanti. Mi ha lavorato ai fianchi per un’ora, dopodiché non ho potuto fare altro che spintonarlo fuori; ripeto, l’ho solo strattonato senza colpirlo o dire nulla, ci sono le telecamere a provarlo. Bertoni è un cliente abituale, da qualche anno veniva più spesso poiché durante un veglione di capodanno, riconoscendolo, lo tirai fuori da guai e dalle minacce che stava subendo in un locale del centro in cui mi trovavo anche io. Fu coinvolto in una brutta storia e riuscii a salvargli l’osso del collo. Ripeto, nessuno di noi ce l’ha con nessuno, tanto meno per i suoi gusti sessuali o politici".