Theresa May è salva. Per adesso. Annichilita ieri dal voto dei Comuni contro il suo accordo sulla Brexit, il primo ministro britannico ha superato nuovamente lo scoglio del voto di sfiducia (325 voti contro 306) da parte del leader laburista Jeremy Corbyn. La May ha ora tre giorni di lavori parlamentari per tornare davanti alla Camera con un nuovo piano di azione per la Brexit. “Sono lieta che la Camera dei Comuni abbia espresso la fiducia a questo governo. Continueremo la nostra attività perché vogliamo tenere fede alla promessa fatta” ha detto il primo ministro. “Siamo responsabili e vogliamo individuare con responsabilità una soluzione alla problematica della Brexit. Voglio dunque invitare i partiti presenti in Parlamento a riunirsi già da questa sera" ha proseguito.

In questo momento, Theresa May starà già incontrando i leader dell'opposizione con l’obiettivo di trovare una linea comune con l'obiettivo di "attuare la Brexit". La premier Tory ha aperto quindi anche a un incontro faccia a faccia con lo stesso Jeremy Corbyn, finora negato. Il Parlamento – ha detto la premier – "ha confermato la fiducia nel governo", ora bisogna attuare la Brexit perché "il Paese continui ad aver fiducia nel Parlamento". Secondo quanto rivendicato dalla May, "l'approccio del governo è di tenere questi incontri in uno spirito costruttivo e invito gli altri a fare la stessa cosa, ma dobbiamo trovare soluzioni che siano negoziabili e che abbiano il sostegno sufficiente in questa Camera".

“Prima che possano esserci discussioni positive sulla via da seguire, il governo deve rimuovere chiaramente la prospettiva di una catastrofe: l'uscita senza un accordo. Invito il primo ministro a tenerne conto fin da ora". Lo ha detto il leader laburista Jeremy Corbyn alla Camera dei Comuni dopo il voto sulla mozione di sfiducia. "Ieri notte la Camera ha respinto l'accordo del governo e lo ha fatto in maniera molto forte", ha detto Corbyn, "ora deve essere evitato il no deal". No Deal che creerebbe problemi anche all’Italia.