"Vogliamo la verità per Brenda". Le donne della comunità brasiliana in Italia sono pronte a scendere in piazza per la scomparsa della loro connazionale Maria Aparecida Soares, per tutti Brenda. La donna ha fatto perdere le sue tracce nel luglio scorso da Camalavicina (Verona). "Brenda non ha lasciato i suoi affetti e sua figlia Gabriela" – dice l'amica Célia a Fanpage.it – "e voi giornalisti dovete aiutarci a chiedere verità per lei". Intanto per il prossimo 8 dicembre la comunità brasiliana ha organizzato un sit a Venezia per tenere viva l'attenzione sul caso come si legge nel gruppo dedicato alle ricerche.

Donne della regione Veneto, per favore venite e unitevi a noi in questa importante causa, non lasciamo che Cida sia dimenticata. Le nostre donne brasiliane sono la sua famiglia, abbiamo il diritto di conoscere cosa le è successo. Dov'è Cida? Ci vedremo l'8 dicembre alle 14 e 30 alla stazione ferroviaria di Venezia. Unite siamo più forti.

È notizia delle ultime ore che il caso è stato assunto da uno studio legale di Peschiera del Garda. "Siamo in procinto di acquisire il fascicolo aperto contro ignoti dalla Procura di Verona – ha detto a Fanpage.it l'avvocato – e possiamo già dire che per la settimana prossima è fissato il conferimento dell'incarico al perito informativo che esaminerà il cellulare di Brenda. L'esame ci consentirà di capire con chi era contatto e cosa ha fatto nelle ultime ore prima della scomparsa. Dopo questa indagine ci riserviamo di chiedere altri accertamenti". "Siamo ormai abbastanza convinti che possa essere stata vittima di violenza – aggiunge l'ex marito Ignazio – avrebbe certamente chiamato sua figlia, se così non fosse stato".

Brenda è scomparsa da Castelnuovo del Garda (Verona) lo scorso 18 luglio, lasciando a casa del compagno Andrea Felicetti i suoi effetti personali, i documenti, la carta di credito e il cellulare. Negli ultimi mesi il suo rapporto con il compagno era stato logorato da frequenti litigi per la presenza – secondo i sospetti di Brenda – di un'altra donna. La bicicletta di colore rosso che utilizzava per muoversi è stata ritrovata una settimana dopo alla stazione di Peschiera del Garda dallo stesso Felicetti.