Brutte notizie per i residenti in trentino Alto Adige che sono abituati ad andare in ospedale anche per un piccolo raffreddore. Dal nuovo anno infatti nella provincia autonoma di Bolzano scatterà il nuovo piano contro l'uso improprio del Pronto soccorso che prevede una sanzione di 35 euro per i pazienti a cui viene assegnato il cosiddetto "codice bianco", quello cioè per i casi meno gravi che dovrebbero essere gestiti dai medici di famiglia e dalle guardie mediche. Dopo le prime disposizioni già approvate in estate, nelle scorse ore, infatti, la giunta provinciale ha dato l'ok definito al provvedimento pur facendo un piccolo passo indietro. Si partirà infatti da maggio e non da gennaio come invece era previsto i precedenza.

La decisione di spostare più avanti la novità è stata dettata dalla necessità di "predisporre un’apposita campagna informativa, di formare adeguatamente il personale e di effettuare un controllo in merito all’efficacia delle prestazioni sanitarie erogate sul territorio" come ha spiegato l’assessore alla sanità Martha Stocker, spiegando: "La messa in pratica delle novità si è rivelata più complessa del previsto ed è stato necessario aggiornare il testo". Durante la tessa riunione infatti la giunta ha deciso anche di allargare le categorie esenti da ogni contribuzione e quindi non tenute né al versamento del ticket di 15 euro né a quello della quota aggiuntiva di 35 euro.  L’esenzione dal pagamento della quota aggiuntiva di 35 euro è estesa a tutti quei traumi che abbiano determinato una frattura, lussazione o ferita la quale abbia richiesto una sutura o altra simile procedura.
L’esenzione viene altresì estesa anche ai minori, sino all’età di 14 anni, laddove si rechino in maniera ingiustificata al Pronto Soccorso nelle ore non coperte dall’obbligo di reperibilità del loro medico pediatra di riferimento. L’esenzione riguarda anche coloro i quali, per carenza di personale sanitario sul territorio, sono privi di un pediatra di riferimento.

In precedenza erano state tante le proteste anche da parte dei sindacati che denunciavano come alla base dei grossi accessi al pronto soccorso ci fosse l'inefficienza del sistema complessivo.  "Il problema è atavico. I Pronto soccorso dovrebbe essere l’ultimo strumento al quale ricorrere dopo essere passati per medici di base e distretti sociosanitari – sostiene – Se il cittadino ci arriva significa che prima non ha trovato risposte adeguate. È inutile partire dal fondo, va rivisto il sistema sanitario intero" ha spiegato segretario generale della Uil Alto Adige, concludendo: "È giusto sanzionare chi fa un uso improprio del Pronto soccorso, ma prima bisogna garantire che i servizi sul territorio funzionino"