Si trattava di “una professionista” impegnata in “un esperimento di teatro catartico”. L’hanno vista in tanti sotto Natale vagare per il circondario di Zola Predosa, in provincia di Bologna, vestita in tunica bianca e con i capelli lunghi arruffati a nascondere il volto e con un bambolotto in braccio. Una presenza inquietante anche perché diversi testimoni le avrebbero attribuito comportamenti aggressivi e autolesionistici. Alla fine ieri, 8 gennaio, è stato il sindaco Stefano Fiorini – lo stesso che nel pomeriggio aveva chiesto ai cittadini di segnalare gli avvistamenti della donna – a fare chiarezza. "Ebbene la persona non era una entità pericolosa bensì una professionista che per tre giorni, 21-22-23 dicembre, ha fatto nel nostro territorio prove di ‘teatro catartico' passeggiando per diverse vie", spiega lo stesso primo cittadino.

Allarme rientrato, dunque. Eppure la psicosi aveva spinto i carabinieripresidiare le uscite delle scuole, visto che si era sparsa la voce che la signora in bianco avesse anche aggredito o minacciato un bimbo. In realtà non sarebbe stato trovato alcun riscontro da parte dei militari dell’Arma dei suddetti comportamenti pericolosi attribuiti alla donna misteriosa. "Niente di tutto questo, ma solo paura di tanti, direi giustamente, nell’incrociare un individuo più consono ad un set teatrale o cinematografico che ad una tranquilla cittadina, che vuole rimanere tale. A tanti, come al sottoscritto – prosegue il sindaco -, rimarrà qualche dubbio sul perché di questa esercitazione pubblica che magari poteva finire diversamente da una grande preoccupazione collettiva con risata, interrogativa, finale". Mistero risolto dunque? Quasi. Non è ancora chiaro il motivo di una simile messinscena.