"Mi devono dire la verità: vogliono il dialogo con Salvini o con Berlusconi? Non è che si aspetta solo la crisi, perché questo governo non dura, per fare il governo con Lega e FI in nome della famosa unità nazionale?" Con queste parole Francesco Boccia, candidato alla segreteria del Partito Democratico, commenta la chiusura al dialogo col Movimento 5 Stelle, che sembra essere una delle poche posizioni comuni tra Maurizio Martina, Marco Minniti e Nicola Zingaretti, i tre principali pretendenti alla carica di segretario del PD. In una intervista al Fatto Quotidiano Boccia sottolinea il fatto che "Zingaretti, Minniti e Martina non hanno detto no a Salvini e Berlusconi" e si chiede "in un sistema con tre blocchi – Pd, 5 Stelle e Lega con chi volete dialogare?”

Il riferimento di Boccia è anche ai tanti rumors che vogliono i parlamentari del Partito Democratico pronti a sostenere un governo di unità nazionale nel caso in cui l'esecutivo guidato da Giuseppe Conte dovesse cadere per effetto delle tensioni con le istituzioni europee e l'avvio della procedura di infrazione in seguito allo stop alla legge di bilancio. Boccia chiede che i democratici respingano con forza l'idea di un dialogo con Salvini e Berlusconi e aprano invece alla possibilità di un accordo di prospettiva con il Movimento 5 Stelle.

Il ragionamento del deputato democratico è chiaro: "La legge elettorale che hanno voluto è proporzionale e non consente a nessuno di governare da solo. Anche dopo le elezioni lo scenario è lo stesso: o Salvini o i 5 Stelle […] Un grande partito non sarà comunque autosufficiente. Non ci sono alternative, tanto più che nel frattempo abbiamo distrutto la coalizione. Il dialogo è inevitabile, anche perché su bisogni, diritti e povertà facciamo analisi che impongono il confronto col M5S, anche se governa molto male".