Quella che credevano essere una banale infezione all'orecchio si è rivelato essere un tumore rarissimo e definito dalla maggior parte dei medici inoperabile. Ma per fortuna Caroline Brown, di Longhoughton, una bimba inglese di soli nove anni, è stata salvata grazie ad una terapia sperimentale con raggi protonici avviata negli Stati Uniti. Il calvario della piccola e della sua famiglia è cominciato alla fine del 2016: la bambina aveva cominciato ad accusare da mesi gravi malori, come mal d'orecchio, perdita eccessiva di peso e stanchezza. I genitori, preoccupati, decisero di sottoporla a una serie di visite mediche specialistiche e nel marzo del 2017 arrivò una diagnosi, apparentemente non grave: una banalissima infezione all'orecchio.

Le cure antibiotiche, però, non sortirono nessun effetto e Caroline venne di nuovo sottoposta a visite mediche, che alla fine accertarono un rabdomiosarcoma di stadio quattro, un tipo di tumore dei tessuti molli che si era diffuso così vicino ai nervi facciali e al cervello che i medici furono chiarissimi: impossibile rimuoverlo con un intervento chirurgico, sarebbe stato troppo rischioso. Erano passati solo quattro mesi dal manifestarsi dei primi sintomi di malessere. La piccola, che all'epoca aveva soli sette anni, sembrava condannata a morte. In suo soccorso è giunta una terapia sperimentale sviluppata negli Stati Uniti e non disponibile nel Regno Unito: il "bombardamento" con fasci protonici che ha avuto la meglio sul tumore, riducendo al minimo il danno al tessuto sano circostante. Ora Caroline sta bene: non è ancora del tutto fuori pericolo, ma i medici sono fiduciosi che presto lo sarà. La mamma Lucy ha raccontato alla stampa locale: "Ogni tanto mi fermo a guardarla e piango"