Aprivano le auto parcheggiate nelle aree di servizio in autostrada usando un particolare dispositivo chiamato “jammer” che alterava le frequenze e inibiva i segnali delle chiavi-telecomando e poi portavano via dalle vetture quanto di prezioso trovavano all’interno come smartphone, pc portatili, tablet e macchine fotografiche lasciati in macchina dai proprietari durante la sosta. Poi gli stessi ladri prendevano la refurtiva e la spedivano per posta a un familiare per liberarsene e non farsi beccare dalla polizia. E ora questa “banda dell’Autogrill” è finita in manette. A scoprire come agiva la banda sono stati gli agenti del compartimento Polizia Stradale dell'Emilia Romagna che, con il coordinamento del pm Michele Martorelli, hanno iniziato a indagare su questi rapinatori lo scorso aprile, dopo il furto di un computer su un'auto all'area di servizio Pioppa Est sulla A14 Bologna-Taranto, all'altezza di Zola Predosa, nel Bolognese.

Fermati tre italiani – Poi, martedì scorso, gli agenti hanno notato tre uomini – si tratta di un 39enne, un 52enne e un 43enne, tutti di origine campana – nell'area di servizio Rubicone sulla A14, in provincia di Forlì. I tre, secondo quanto accertato dagli agenti, armeggiavano vicino a un’auto parcheggiata dalla quale poi si sono allontanati. La Stradale li ha seguiti e ha scoperto che, dopo essere usciti dall'autostrada, i tre si sono diretti all'ufficio postale Bologna Fiera dove a quel punto sono stati fermati e arrestati. È stato recuperato anche il pacco che stava per essere spedito e che conteneva in questo caso tre computer portatili, di diverse marche e del valore di circa seimila euro, tra cui anche quello rubato nell'area di servizio Rubicone.