I suoi clienti erano convinti che i risparmi che le affidavano erano al sicuro, investiti in qualche modo attraverso la banca con cui operava, in realtà lei, con abili e illecite incursioni sui conti, se ne impossessa andandoseli a giocare al Casinò di Venezia. Con questo meccanismo, portato avanti per lungo tempo, la donna è riuscita così far sparire ben 2 milioni e mezzo di euro. Per questo una ex consulente finanziaria di una filiale padovana di Unicredit è stata condannata nei giorni scorsi dal Tribunale a due anni di reclusione per furto aggravato ai danni di diciassette clienti

I fatti contestati alla donna risalgono al periodo tra il 2005 e il 2011 durante il quale la 52enne originaria di  Vigonza a più riprese avrebbe sottratto del denaro dai conti degli interessati per soddisfare il suo desiderio del gioco d'azzardo, arrivando anche a falsificare la firma dei correntisti sulla modulistica interna della banca per trasferire i soldi su conti a lei collegati. Solo nel 2011, dopo una serie di denunce dei clienti e conseguenti verifiche interne della banca, la vicenda viene a galla. La stessa Unicredit invita la consulente a licenziarsi, poi trasmette una segnalazione agli organi competenti, facendo partire l'inchiesta.

Come accertato dalle indagini, alla base di tutto vi era la Ludopatia: la patologia che aveva trasformato la donna in un giocatore compulsivo, incapace di resistere alla tentazione del tavolo verde nonostante la consapevolezza di dover affrontare gravi conseguenze. Per la donna oltre alla condanna penale, con pena sospesa, prevista anche una sanzione di 300 euro e l’obbligo di pagare una provvisionale immediatamente esecutiva pari a oltre 650mila euro a Unicredit che nel frattempo ha già rimborsato gran parte della somme ai clienti.