A trent'anni dall'uscita del suo primo romanzo, "Kitchen" che l'ha resa nota in tutto il mondo, la scrittrice giapponese Banana Yoshimoto è tornata in Italia dopo qualche anno, per due incontri con gli studenti delle università di Salerno e di Napoli.

Per l'occasione è venuta a trovarci nella redazione di Fanpage.it, a ridosso degli incontri coi giovani lettori e studenti, in compagnia del suo storico traduttore e docente di lingua e letteratura giapponese Giorgio Amitrano.

Intervistata da Andrea Esposito, la scrittrice giapponese ha risposto a diverse domande, a partire dall'anniversario che ricade quest'anno, sui trent'anni di "Kitchen", il suo primo romanzo, forse il più celebre. "Un libro in cui la protagonista si trova da sola" dice la Yoshimoto "ma che viene salvata dal cibo e dalla cucina. All'epoca, siccome tra la scrittura del libro e la sua pubblicazione trascorse poco tempo, andavo in libreria ad acquistare le copie per mostrarle agli altri, perché volevo condividere con tutti la felicità per aver pubblicato il mio primo romanzo."

Da ieri a oggi, la Yoshimoto, sostiene che tanto è cambiato, nella sua vita, forse un po' meno nella condizione delle donne. "In Giappone la condizione della donna è ancora difficile" dice ai microfoni di Fanpage.it, "Non è ancora facile conciliare vita, lavoro e famiglia, proprio come in altri parti del mondo."

A proposito del suo paese, l'autrice che di recente ha pubblicato in Italia, sempre con Feltrinelli, "High & Dry. Primo amore", sostiene che nel paese del Sol Levante lei viene considerata "piuttosto diversa dalla norma", o meglio dal modo solito in cui noi vediamo i giapponesi, dato il carattere internazionale della sua scrittura e del modo in cui la notorietà l'ha trasformata in un'ambasciatrice "a suo modo anomala" della cultura giapponese.

"Anche per questo" conclude l'intervista Banana Yoshimoto "il mio rapporto coi lettori italiani è unico, perché nel vostro Paese i lettori sono sempre più espliciti nel manifestare idee, sentimenti e opinioni. E ogni volta che torno in Italia, mi accorgo della quantità di lettori giovani che si appassionano ai miei libri, e questo è unico."