David Buckel, 60 anni.
in foto: David Buckel, 60 anni.

"La mia morte prematura con la benzina rifletta quel che ci stiamo facendo". Con questo messaggio David Buckel, famoso avvocato per i diritti dei gay e delle politiche ambientali, ha spiegato i motivi che l'hanno spinto ad uccidersi lo scorso sabato 14 aprile dandosi fuoco in un parco pubblico di Brooklyn, a New York. L'uomo, 60 anni, è morto avvolto dalle fiamme: accanto al suo cadavere carbonizzato, all'interno di un carrello per la spesa, è stato trovato un biglietto scritto poco prima di compiere l'estremo gesto, anche se la polizia non è riuscita subito a decifrarne il contenuto.

"L'inquinamento sconvolge il nostro pianeta, trasuda abitabilità attraverso l'aria, il suolo, l'acqua e il tempo", si legge ancora nel messaggio, che aveva inoltrato pochi minuti prima tramite e-mail anche a varie testate giornalistiche locali, tra cui il New York Times, aggiungendo che "la maggior parte degli umani sul pianeta respira aria resa malsana dai combustibili fossili, e molti muoiono. La mia morte precoce da combustibile fossile riflette ciò che stiamo facendo a noi stessi".

Un suicidio che da molti è stato definito come una vera e propria immolazione. Buckel era diventato un volto noto nell'ambito della difesa dei diritti delle persone LGBT dopo essere intervenuto a sostegno degli eredi di Brandon Teena, un trans violentato e ucciso in Nebraska all'inizio degli anni Novanta, la cui vicenda era anche arrivata sul grande schermo: per il suo ruolo di protagonista nel film "Boys don't cry" Hilary Swank aveva vinto l'Oscar nel 1999.