Era convinto, sbagliando, che lei avesse un altro uomo. Per questo non solo ha insultato e umiliato sua moglie, ma l'ha anche minacciata e infine picchiata arrivando a farla dormire in garage, perché lui non voleva dividere il letto "con una come te". La procura di Vicenza ora ha chiuso le indagini, manifestando l’intenzione di mandare a processo un vicentino di 56 anni. La presunta vittima, 52 anni, potrà costituirsi parte civile per chiedere un risarcimento dei danni; la coppia nel frattempo si è separata.

In Italia record di femminicidi: sono stati 142 nel 2018

L'episodio vicentino non è un caso isolato ma l'ennesimo campanello d'allarme di una situazione estremamente grave documentata nei giorni scorsi dall'ultimo rapporto Eures 2019 su "Femminicidio e violenza di genere in Italia": "Il femminicidio è l’unico reato violento che non conosce crisi in Italia: gli ultimi dati registrano un fenomeno in costante crescita con 142 donne uccise nel 2018. Non smetterò mai di dire che la violenza contro le donne deve essere una prioritaria battaglia culturale e che deve riguardarci tutti. Le donne devono essere messe in sicurezza, ad ogni costo, certi dati non sono degni del nostro Paese", ha dichiarato la senatrice Valeria Valente, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, introducendo i dati della ricerca.

Nel dossier si spiega che dei 142 casi di femminicidio, la maggior parte, 119, sono avvenuti in famiglia. Non era mai stata registrata una percentuale così alta di vittime femminili (40,3%). Il movente principale del delitto rimane sempre la gelosia: 32,8% dei casi. Per commettere i delitti vengono utilizzate in prevalenza armi da fuoco e da taglio, ma anche “mani nude”, come strangolamento, soffocamento, percosse o precipitazione.