Una scritta rossa su un cartellone lasciato sul furgone utilizzato per le consegne, con la scritta "Unotore". E' successo nel Bolognese e la denuncia arriva direttamente da un corriere della Bartolini, oggi Brt, dove nel magazzino in zona Roveri sono stati riscontrati 107 casi positivi al nuovo Coronavirus, a cui si aggiungono due driver. A raccontare la vicenda è stata Cathy La Torre, avvocato dei diritti civili ed ex consigliera comunale di Sel, che sulla propria pagina Facebook ha anche condiviso l'immagine ricevuta direttamente dal lavoratore che ha chiesto di rimanere anonimo "per paura di eventuali ritorsioni. E già questo dimostra che ci muoviamo in una vicenda dai contorni poco chiari", ha aggiunto La Torre.

La situazione è ormai nota. Lo scorso 25 giugno sulla stampa nazionale compare la notizia di un nuovo focolaio Covid-19 nel magazzino di Bartolini, ora Brt, in zona Roveri. Prima i casi sono una decina, poi diventano 40, 60 e infine superano quota cento. Ma, come hanno denunciato i sindacati, l'azienda non ha mai chiuso, così come le altre del settore della logistica dove pure sono stati registrati contagi. "Mi duole che nella mia Bologna qualcuno colpevolizzi chi è vittima di un mercato del lavoro che spinge a ignorare pure le più banali precauzioni per fingere che tutto sia già tornato ‘come prima' – scrive ancora La Torre -. Perché è chiaro che nessuno decide di rischiare la propria vita per portare a casa uno stipendio che basta appena a sopravvivere e, se lo fa, è perché non ha alternative. In attesa dell’indagine della magistratura, voglio ricordare che la sicurezza nei luoghi di lavoro è responsabilità dell’imprenditore e che è intollerabile far ricadere la responsabilità su chi è l’ultimo anello di una catena". Infine, un appello alla sua Bologna: "Tira fuori gli anticorpi contro odio e pregiudizio e apri gli occhi. I fattorini della Bartolini NON SONO UNTORI ma semmai lavoratori che hanno contratto il virus senza volerlo".