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Peter Neumair e Laura Perselli uccisi a Bolzano
17 Novembre 2022
16:22

Uccise i genitori a Bolzano: pm chiede l’ergastolo per Benno Neumair, l’uomo non va in aula

Iniziata la fase finale del processo a carico di Benno Neumair, il 31enne di Bolzano accusato di aver ucciso i genitori Peter e Laura. L’accusa ha chiesto che non vengano riconosciute eventuali attenuanti. La sentenza attesa per sabato.
A cura di Susanna Picone
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Peter Neumair e Laura Perselli uccisi a Bolzano

“Condannate Benno Neumair all'ergastolo”. Questa la richiesta formulata dall’accusa per il 31enne accusato di aver ucciso il 4 gennaio del 2021 i suoi genitori, Peter e Laura Neumair, i cui corpi vennero poi gettati nel fiume Adige. La richiesta è stata formulata dai sostituti procuratori Igor Secco e Federica Iovene durante la requisitoria davanti alla Corte d'assise di Bolzano.

La fase finale del processo a carico di Neumair è iniziata questa mattina in Corte d'assise a Bolzano. L’indagato non si è presentato in aula, c’era invece la sorella Madè.

Omicidio Peter e Laura, la richiesta dell'accusa

Il pubblico ministero Federica Iovene ha ricostruito minuziosamente quanto accaduto nel tardo pomeriggio di quel giorno di gennaio. Laura Perselli si trovava con l'anziana madre malata, mentre Peter Neumair era uscito per fare la spese. Tornato a casa, aveva iniziato a leggere le notizie sul suo tablet. Il figlio Benno, invece, era collegato al suo account Netflix e non aveva disattivato la funzione di autoplay.

Il pm ha riportato quanto osservato dal medico legale che nel corso dell'autopsia ha trovato i segni di strangolamento sul collo di Peter Naumair. Secondo Rainiero, "una persona perde conoscenza da 15 secondi a un minuto e fino a quando si verifica la morte, la pressione deve essere mantenuta per 4-5 minuti". La difesa di Benno ha obiettato sulla mancanza delle prove della durata dello strangolamento.

È stato reso noto anche il contenuto di un vocale che il presunto omicida aveva inviato alle ore 20,06 del 4 gennaio, quindi dopo aver ucciso i genitori, a un’amica dicendo: "Non so dove siano i miei genitori, adesso vado a farmi una doccia e ci vediamo tra un’ora". Benno Neumair ha poi confessato il duplice omicidio e l'occultamento dei cadaveri dei genitori, salvo poi dire di "non ricordare" nelle ultime udienze del processo.

"La società ha bisogno di essere rassicurata e vuole pensare che un delitto come questo sia stato compiuto da un matto. Ma così come tutti i matti non sono delinquenti, dobbiamo dire che non tutti i delinquenti sono matti", ha detto il sostituto procuratore Igor Secco. Sulla capacità di intendere e di volere dell'imputato al momento dei due omicidi dei genitori si gioca gran parte della partita. "Questo processo è la cartina di tornasole di tutte le problematiche che la giurisprudenza e la psichiatria hanno dovuto affrontare in materia di capacità di intendere e di volere, e ancora prima in materia di definizione della pazzia", ha aggiunto Secco.

"Benno è un menzognero cronico, il filo rosso di collegamento del suo comportamento è la bugia", ha continuato il pubblico ministero nella sua requisitoria. "È affetto da una psicopatia primaria che ha le sue radici nell'infanzia- ha aggiunto -. Durante il litigio con il padre, Benno ha sperimentato uno scoppio di rabbia narcisistico, non psicopatologico. Non tutti quelli che commettono crimini terribili sono pazzi”. "Benno è così bravo ad entrare in empatia con gli altri che è in grado di manipolarli ed è in grado di controllare il suo comportamento ma semplicemente non vuole". Secco ha chiesto di non concedergli le attenuanti generiche.

Quando è prevista la sentenza del processo a carico di Benno Neumair

Peter Neumair e Laura Perselli
Peter Neumair e Laura Perselli

Domani seguiranno le memorie della difesa. La Corte presieduta dal giudice Carlo Busato ha previsto per la discussione del processo, comprese le repliche, tre giornate. In base a questo calendario la Corte dovrebbe ritirarsi sabato in camera di consiglio così da poter dare lettura del dispositivo della sentenza nella serata dello stesso giorno. Nel caso in cui la discussione dovesse invece protrarsi la Corte si vedrebbe costretta a rinviare la camera di consiglio a lunedì (se non addirittura a domenica).

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