Braccato da ore, alla fine Mouashinne Bouden ha dovuto arrendersi ed è stato arrestato dai carabinieri. Il ragazzo di 26 anni, che lunedì sera ha ucciso a coltellate il padre dopo una lite in giardino a Montignoso, in provincia di Massa Carrara, è stato catturato a Poveromo dopo una notte e una mattinata da latitante e durante l'interrogatorio davanti ai magistrati ha spiegato di essersi solo difeso da un'aggressione da parte del padre, Abdel Huad. Il giovane –  difeso dall’avvocato Riccardo Balatri del Foro di Spezia – ha respinto le accuse di omicidio che gli sono state mosse dal sostituto procuratore Marco Mansi: "Mouashinne ha raccontato quanto accaduto prima della tragedia – ha spiegato a La Nazione il legale – ha detto che si stava tagliando i capelli quando è arrivato in camera il padre con un coltello e un martello in mano e l’ha aggredito. Ricorda di essere stato colpito al braccio sinistro: infatti il giovane presenta i segni di una martellata e una ferita alla spalla destra. Quindi sono presenti segni di difesa. Ha poi un taglio in faccia piuttosto esteso, sempre segno di una coltellata. Racconta di aver iniziato a litigare con il padre, e successivamente di essersi difeso. Del resto non si ricorda niente, si ricorda solo di essere scappato". Dopo aver accoltellato il padre, lasciandolo morto in giardino, Mouashinne Bouden è fuggito verso il mare e si sarebbe addormentato in spiaggia. Avrebbe poi deciso di consegnarsi ai carabinieri, nei confronti dei quali al momento della cattura non ha opposto nessuna resistenza.

Le liti tra padre e figlio erano piuttosto frequenti e sempre molto animate, come hanno raccontato anche i vicini di casa ai carabinieri che stanno svolgendo le indagini. Abdel Huad, 67 anni, aveva lavorato una vita nel commercio dei tessuti e aveva precedenti penali per spaccio di stupefacenti. Era uscito dal carcere il 21 giugno, con l’obbligo di firma. I figli dell'uomo lavoravano nel campo della ristorazione e non avevano mai avuto problemi con la giustizia.