Ancora tensione e proteste nel Centro di permanenza e rimpatrio di Torino. All'interno delle mura della struttura di corso Brunelleschi nelle scorse ore è divampata una nuova rivolta dei migranti che hanno anche appiccato il fuoco ad alcuni oggetti innescando un incendio che è andato fuori controllo e ha distrutto 8 unità abitative prima che i vigili del fuoco potessero intervenire per spegnere le fiamme. Il rogo è divampato nella serata di domenica al culmine della nuova ondata di proteste che per ore ha interessato il centro migranti del capoluogo piemontese. Un gruppo di persone rinchiuse nella struttura ha appiccato le fiamme nelle cosiddette "ala gialla" e "ala viola" del complesso scatenando un incendio che ha pesantemente danneggiato le unità abitative più vicine che sono rimaste inutilizzabili.

Sul posto sono dovute intervenire numerose squadre dei vigili del fuoco che sono rimaste impegnate nelle operazioni di spegnimento per oltre un'ora prima di dichiarare la zona sicura. L'incendio nel Cpr di Torino di ieri però è solo l'ultimo di un serie di episodi che dimostrano la crescente tensione che si respira ormai dall'estate scorsa nel centro, l'unico attivo nel Nord Italia, dopo l'arrivo di nuove persone da altre province. Poche ore prima dell'incendio ad esempio  un nutrito gruppo di migranti rinchiusi ha proclamato uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni nelle quali sono costretti a vivere nella struttura. I migranti contestano il cibo scadente che viene servito, i tempi di permanenza per l'identificazione e l'assistenza sanitaria ma anche le condizioni della struttura. Come nelle altre occasioni, anche domenica sera è stato necessario l'intervento della polizia in assetto antisommossa che ha riportato l'ordine nel Cpr ma fortunatamente, a differenza degli altri episodi risalenti ad agosto e settembre, non si sono registrati feriti.