Non ce l'ha fatta la signora Giuseppina Addante, l’anziana di 86 anni brutalmente aggredita alla fine dell'aprile scorso con una mazza da baseball in casa sua, un appartamento di Corso Giulio Cesare a Torino. La pensionata è morta nelle scorse ore dopo oltre un mese di agonia in un letto di ospedale. La donna si è spenta al San Giovanni Bosco dove era rimasta ricoverata da quel fatidico 30 aprile quando era stata ritrovata esanime a terra in una pozza di sangue dalla badante che si occupava di lei e poi soccorsa dagli operatori del 118. Da quel terribile momento la donna non si è mai più ripresa ed è morta nella serata di  martedì. Del resto, anche se ancora in vita, quando è stata soccorsa e trasportata in ospedale le sue condizioni erano apparse subito gravissime.

Per uno strano scherzo del destino nelle stesse ore in cui la donna esalava l'ultimo respiro, è arrivata la svolta degli inquirenti per le indagini sull'efferata aggressione. Gli uomini della dalla Squadra mobile del capoluogo piemontese infatti hanno fermato e tratto in arresto il nipote della signora, il 42enne T. S., ora primo sospettato dell'attacco finito in tragedia. Già in un primo momento gli inquirenti avevano pensato a una rapina finita male. L'ipotesi era che qualcuno si fosse introdotto in casa della signora approfittando della momentanea uscita della badante per aggredirla con la sua stessa mazza da baseball che lei teneva in casa. Col passare dei giorni e delle settimane, ricostruendo le frequentazioni della donna, che era non più perfettamente lucida ma ancora autosufficiente, gli investigatori hanno concentrato sempre di più le loro attenzioni sul nipote. Il quarantaduenne infatti pare abbia problemi di droga e spesso si recava dall'anziana per chiedere denaro. addirittura sembra che in passato sia stato anche denunciato per essersi appropriato del denaro della zia, che è vedova da anni e non ha figli. Ora è accusato di è accusato di rapina e omicidio aggravato