La famosa catena svedese di negozi di oggettistica economica Flying Tiger ha ritirato dagli scaffali di tutti i suoi negozi un lotto di pennarelli venduti col proprio marchio a causa della presenza di sostanze pericolose. A segnalare la pericolosità del prodotto "made in china" era stata l'associazione Altroconsumo che in un suo studio, in cui analizzava un campione di 18 marche di pennarelli colorati, lo aveva completamente bocciato insieme ad un altro in quanto a sicurezza per la salute dei consumatori. In particolare i test si erano concentrati sulla composizione chimica dei pennarelli, oggetti spesso destinati ai bambini e quindi rigidamente disciplinati dalle linee guida della Direttiva Europea 2009/48/CE per evitare che sostanze tossiche possano venire a contatto con la pelle o la bocca dei più piccoli. È emersa così la presenza di sostanze non a norma o in quantità elevate o superiori rispetto ai limiti consentiti dalla legge

I test di laboratorio in particolare hanno dimostrato che l’inchiostro blu dei Markers di Flying Tiger conteneva toluene, un solvente tossico, mentre in quello verde erano presenti oltre i limiti di legge il methylisothiazolinone e il chloromethylisothiazolinone, due conservanti pericolosi per la salute e per l’ambiente in quanto anche inquinanti. Per questo l'associazione dei consumatori li aveva segnalati al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero della Salute, prima che la stessa azienda svedese annunciasse il ritiro in vi precauzionale dai propri negozi. "È positivo quando i produttori si attivano in questo senso.Stiamo facendo alcune verifiche, in particolare sul da farsi per chi nel frattempo avesse acquistato i prodotti" hanno commentato da Altroconsumo.

Nel mirino dell'associazione però è finito anche un altro prodotto, Kidea Coloriamo, anch'esso bocciato dal punto di vista della sicurezza chimica. In questo caso i testa hanno dimostrato che  l'inchiostro verde contiene quantità elevate di octylisothiazolinone, un conservante che non è regolamentato dalla normativa europea ma che secondo l’organizzazione dovrebbe rimanere entro i limiti imposti per altre sostanze della stessa famiglia.