La ‘ndrangheta era interessata ai lavori di costruzione in Val di Susa della Tav Torino-Lione. La vicenda, già emersa nel 2014 durante l'inchiesta “San Michele” realizzata dalla procura di Torino, è stata ora certificata dalla Corte di Cassazione in una sentenza di condanna, diventata definitiva e depositata in questi giorni, a carico di otto persone. Il processo, che si è svolto con il rito abbreviato, riguardava l'attività della ‘ndrina di San Mauro Marchesato a Torino e nel circondario. Nella sentenza si fa riferimento a un tentativo di intimidazione ai danni di due proprietari di una cava ai piedi della Sacra di San Michele: l'obiettivo era evitare che sfrattassero un'azienda, la Toro srl, “vicina agli interessi della cosca nei lavori di costruzione della Tav Torino-Lione”. Il responsabile della ditta, che è stato condannato in primo grado in un altro filone del processo, nel 2011 aveva ottenuto in subappalto la posa dell'asfalto nel cantiere di Chiomonte.

E mentre il Governo continua a discutere sulla necessità della linea Tav ad alta velocità, la notizia della recente sentenza della Cassazione è stata diffusa su Twitter anche dal sottosegretario all’interno del Movimento 5 stelle Carlo Sibilia: “La ‘ndrangheta era interessata a lavori di costruzione del Tav Torino-Lione in Valle di Susa. La vicenda è ora certificata dalla Cassazione nella sentenza di condanna, diventata definitiva e depositata in questi giorni, a carico di otto imputati”, ha scritto Sibilia riportando il lancio d’agenzia.