Tagli alla Casta? Sì, ma pagano i camerieri del ristorante

dopo il polverone anticasta innalzatosi dopo la pubblicazione dei prezzi del ristorante i camerieri si ribellano
Dopo il polverone anti-casta innalzatosi in estate, i gestori dei ristoranti parlamentari hanno corretto i prezzi (stracciati). Ma il risultato è stato meno clienti e dipendenti licenziati. Ed è subito scattata la protesta: «Ci siamo barricati nel ristorante e ci resteremo finché non avremo delle risposte».

Una manifestazione in pieno stile Occupy Wall Street, se non fosse per il fatto che a indirla sono stati degli insospettabili o quasi: una trentina di dipendenti del ristorante del Senato, barricati a Palazzo Madama in attesa di risposte. A far scattare la protesta sono state le nove lettere di licenziamento inviate ai propri dipendenti dalla Gemeaz Cusin,società che gestisce in appalto il ristorante, la buvette e la tabaccheria del Senato. Immediata la serrata dei camerieri. Uno di loro spiega: «Ci siamo barricati nel ristorante e ci resteremo finché non avremo delle risposte: il 20 sono arrivate 9 lettere di licenziamento (6 camerieri, 2 cuochi e 1 addetto alla tabaccheria)».

Ma come si motiva questa ondata di licenziamenti? Semplice: l’ondata di biasimo e indignazione seguita alla pubblicazione dei prezzi privilegiati per deputati e i senatori (un pesce spada alla griglia a 3,55 euro o un carpaccio di filetto con salsa al limone a 2,76, tanto per dirne alcuni) ed il susseguente aumento di quegli stessi prezzi (bistecca di manzo a 17 euro e un contorno di patate 10 euro), con i nostri onorevoli – che, ricordiamo, percepiscono gli stipendi più alti e il vitalizio più considerevole di tutta Europa – che pur di risparmiare hanno preferito andare a mangiare altrove, hanno portato ai ridimensionamenti delle tavole calde parlamentari. Insomma, i tagli alla Casta li hanno pagati i camerieri della Gemeaz, società che ha portato avanti una logica aspramente economico: meno coperti, uguale tagli o del personale.

La risposta per i manifestanti di “Occupy Senato’s Restaurant” è poi arrivata: un comunicato ufficiale nel quale si assicurano i dipendenti sul fatto che il loro futuro lavorativo è «al centro delle preoccupazioni del Senato»:

Nei locali del ristorante del Senato  si è svolta oggi una riunione sindacale. Alle ore 19:30 il ristorante ha iniziato la propria normale attività, nell'orario e con le modalità consuete nei giorni di lavoro parlamentare. Con la ditta titolare del servizio di ristorazione, la Gemeaz Cusin, è in corso una trattativa per la risoluzione consensuale del contratto. Il destino dei lavoratori della Gemeaz impiegati a Palazzo Madama e le loro legittime esigenze sono al centro delle preoccupazioni del Senato.

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