Niente da fare per la Soyuz, la navicella russa con a bordo solo un pilota robot: ha fallito l'aggancio automatico alla stazione spaziale internazionale (Iss), previsto per questa mattina, sabato 24 agosto, alle 07:30 ora italiana. Priva di equipaggio, con al comando solo il robot umanoide, ribattezzato Fyodor, non è riuscita a raggiungere il suo obiettivo, stando a quanto riporta Ria Novosti, citando l'agenzia spaziale russa Roscosmos. La trasmissione live dell'operazione è stata interrotta quando la navetta era a circa 100 metri dalla Iss. Secondo le fonti riprese dall'agenzia di Mosca, si sarebbe verificato un malfunzionamento del sistema di attracco. Ora la Soyuz, partita il 22 agosto scorso dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, si trova a una distanza di sicurezza dalla Iss e si sta cercando di capire se si può tentare un nuovo aggancio.

Si trattava di un operazione particolarmente importante, un test chiave per capire se il razzo vettore Soyuz 2.1a, che ha portato in orbita la navetta, possa essere utilizzato in futuro anche per le missioni con equipaggio. Normalmente questo veicolo spaziale è destinato al trasporto di astronauti verso la struttura orbitale, come accaduto recentemente anche a Luca Parmitano, portato sull’Iss per l’inizio della missione Beyond. Quest'ultimo lancio aveva invece lo scopo di provare la compatibilità della navicella con il razzo vettore Soyuz 2.1a, recentemente sottoposto a importanti aggiornamenti per prendere il posto di Soyuz FG, usato per decenni per il lancio di veicoli spaziali. Il lancio, avvenuto alle 5 del mattino dello scorso 22 agosto, era persino stato trasmesso in diretta streaming sul sito della Nasa e sul canale televisivo ufficiale dell'agenzia statunitense. Tra le particolarità della missione, anche la presenza al comando di un robot umanoide, che avrebbe dovuto fornire informazioni su come si sentiranno gli astronauti durante il lancio, il tragitto attraverso l'atmosfera terrestre e infine l'avvicinamento all'Iss. Sarebbe dovuta tornare sulla terra il prossimo 6 settembre, ma bisognerà capire quali saranno le prossime mosse della Russia.