Il 26 novembre scorso una forte scossa di terremoto ha messo in ginocchio l'Albania. E per giorni nel Paese la terra ha continuato a tremare, rendendo difficile anche il lavoro dei soccorritori che scavavano tra le macerie nella speranza di trovare sopravvissuti. Il bilancio finale del terremoto in Albania è di 51 morti e circa duemila feriti. Circa 900 edifici sono andati distrutti a Durazzo e quasi 1500 nella capitale Tirana hanno subito gravi danni. Sono intervenuti in Albania per aiutare i soccorritori del posto anche i nostri vigili del fuoco, che per giorni hanno scavato tra le macerie dei palazzi distrutti alla ricerca dei dispersi. E il loro racconto, al ritorno in Italia, è drammatico. Sono stati loro, a Durazzo, a trovare i corpi senza vita di una mamma trovata ancora abbracciata ai suoi tre figli, due gemelline di circa un anno e mezzo e un bambino di sette anni. Un’immagine per i soccorritori impossibile da dimenticare: "L'immagine che non potremo mai dimenticare – raccontano loro stessi – è quella di una mamma che abbiamo ritrovata morta, abbracciati ai suoi tre figli, anche loro purtroppo non ce l'hanno fatta". In quel palazzo crollato sono state estratte nove persone senza vita. “La mamma quasi in posizione di protezione aveva le due bimbe sotto di sé”, ha spiegato il vigile del fuoco Giancarlo Favoccia, che ha raccontato anche come sono arrivati a Durazzo. “La mattina siamo stati praticamente preallertati per poi essere allertati definitivamente nel pomeriggio – ha detto – tutta la squadra si è riunita presso la sede della Pisana e da lì siamo partiti per Bari dove la sera ci siamo imbarcati per Durazzo. C’erano i vigili del fuoco della regione Puglia, Campania, Usar Lazio e Usar Toscana”.

"Questa volta non siamo riusciti a trovare nessuna persona in vita" – “È la situazione in cui ti trovi quando arrivi, vedi le persone che chiedono aiuto, quindi vedi la disperazione negli occhi delle persone”, il racconto di Stefano Fioretti. “Ma non ci fermiamo davanti a niente, specialmente in quelle situazioni, poi giustamente dopo a sangue freddo metabolizzi quello che è successo e lo porti dentro. Questa volta non siamo riusciti a trovare nessuna persona in vita”. Per i vigili del fuoco italiani, il tipo di maceria, di crollo avvenuto in Albania, non permetteva di avere spazi vitali dove le persone si potevano salvare da quel tipo di crollo.

Il ringraziamento delle istituzioni e della gente comune: "Motivo di orgoglio per noi" – Ai nostri vigili del fuoco è arrivato il ringraziamento da parte delle istituzioni ma anche quello della gente comune che, ammettono, gli ha fatto sentire il loro affetto mentre lavoravano: “Questo è motivo di orgoglio per noi e per l’Italia. Ci hanno ringraziato in tutti i modi: per noi è stata veramente una cosa bellissima anche non avendo potuto aiutarli come avremmo voluto”