Matteo Salvini ha raggiunto Vittoria, in provincia di Ragusa, per fare visita ai genitori di Simone e Alessio D'Antonio, i due bambini  travolti e uccisi da un suv l'11 luglio scorso. "Lungo incontro con i genitori di Simone ed Alessio – ha scritto in un post su Facebook il Ministro degli Interni – i due angioletti uccisi sul portone di casa a Vittoria da quattro infami (chi guidava era drogato e ubriaco) a bordo di un Suv che andava a 160 all’ora in una stradina di paese. Maledetti vigliacchi, tre di loro sono già a spasso per il paese: sarà Giustizia, l’Italia lo deve a quelle mamme e ai quei papà, ai due fratellini che non potranno più giocare con Simone ed Alessio. Una preghiera, e tanta rabbia che si deve trasformare in forza".

Salvini ha consegnato ai genitori dei bambini una medaglietta della madonna di Medjugorje e utilizzato parole dure contro l'uomo che era alla guida del suv. “L’incidente ci sta ma non così, non che sei seduto e c’è un tossicaccio maledetto ubriaco che va a 160 allora. Mi fa schifo questa gente. Qui c’è una connivenza, una paura che non ho trovato in altre zone. Qui è bestiale, bisogna dar coraggio a chi rispetta le regole. Ringrazio quella piccola parte di società civile che si fa sentire”.

Anche la visita di Salvini a Vittoria è stata accompagnata da una contestazione. Davanti al municipio è stato infatti esposto uno scriscione con scritto "il dolore non è propaganda" e un centinaio di persone, tutte vestite di bianco, hanno protestato contro il capo del Viminale. Andrea Gentile del "comitato di accoglienza di Salvini" – propotore del flash mob – ha spiegato all'Adnkronos le ragioni della contestazione pacifica: "Per noi – dice  – non si fa propaganda sul dolore di due genitori, non si fa sciacallaggio mentre ci sono 150 persone ancora in mare. Non è consentito sentite dire che lei vuole prender i "pieni poteri" come Mussolini". All'uscita dal municipio del leader della Lega  i manifestanti gli hanno gridato "sciacallo", come era già avvenuto ieri a Catania.