16 Settembre 2021
16:08

Propaganda nazi-fascista: esaltavano violenze su immigrati ma avevano anche materiale pedopornografico

Quattro persone indagate dalla Procura della Repubblica di Torino devono ora rispondere dei reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Nei loro confronti la Polizia di Stato nelle scorse ore ha condotto diverse perquisizioni durante le quali sono stati trovati numerosi materiali di propaganda nazi-fascista oltre ad armi bianche pericolose ma in un caso anche materiale pedopornografico.
A cura di Antonio Palma

Attraverso diverse chat e gruppi social, inneggiavano alla violenza sugli immigrati esaltando ad esempio le gesta di Luca Traini e propagandavano continuamente materiale nazi-fascista di ogni tipo. Per questo 4 persone sono finite sul registro degli indagati della Procura della Repubblica di Torino e devono ora rispondere dei reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Nei loro confronti la Polizia di Stato nelle scorse ore ha condotto diverse perquisizioni durante le quali sono stati trovati numerosi materiali di propaganda nazi-fascista oltre ad armi bianche pericolose ma in un caso anche materiale pedopornografico.

Tra gli indagati figurano un uomo di anni 57, addetto ad attività di vigilanza privata ed ex esponente del Fronte Nazionale e di Casapound, due dipendenti di società di lavorazioni meccaniche, rispettivamente di 37 e 46 anni, e infine un pensionato di 62 anni, tutti residenti nella Provincia di Torino. Le perquisizioni condotte dai poliziotti della Digos e del Compartimento Polizia Postale Piemonte, hanno portato alla scoperta di numerosi indumenti con simbologie nazi-fasciste come fibbie, elmetti, berretti, foulard, bandiere, medaglie, timbri, distintivi, adesivi, fotografie, manifesti e quadri ma anche pugnali, spade e una carabina ad aria compressa con potenza superiore a 7,5 joule e pertanto classificata arma comune da sparo, ed un machete illegalmente detenuti. Sequestrati inoltre diversi supporti elettronici ed informatici in uno dei quali è stato rinvenuto anche materiale pedopornografico.

Secondo la polizia i quattro avrebbero partecipato assiduamente a diverse chat due delle quali denominate “SIEGHEIL LUKAS” e “SEMPER FIDELIS” diffondendo a più riprese immagini e simboli di chiara matrice nazionalsocialista ed antisemita “con espressioni di esaltazione di quell’ideologia, di odio nei confronti degli immigrati e profonda ostilità nei confronti di partiti e movimenti di opposta ideologia”. Tra le altre cose sono state anche esaltate alcune gravi azioni come quella di Luca Traini a Macerata nel febbraio 2018 e a Marsala nell’autunno del 2020.

L’indagine è partita da una precedente inchiesta nei confronti di altri due militanti d'area deferiti anche loro per aver pubblicato sui loro profili Facebook immagini e frasi dal contenuto nazista, razzista e antisemita. Dall’analisi delle loro chat sono emerse infatti evidenze che hanno consentito di individuare e denunciare per analoghi reati anche gli altri quattro

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